Campagne insicure, scontro Romano-sindacati

Lo scontro questa volta è tra il comune di Cerignola, nella persona dell’assessore ai servizi sociali Michele Romano, e le associazioni di categoria di Confagricoltura, Coldiretti e Cia. Il terreno della discordia è rappresentato dalla vigilanza fai-da-te nello sterminato agro ofantino, terzo per estensione sull’intero territorio nazionale. Le campagne sono diventate la cabina di regia per gli sversamenti illeciti di rifiuti (Black Land), il nascondiglio di tutti i tipi di refurtive (le recenti operazioni di polizia e carabinieri lo certificano) e la cassaforte per gli appassionati di furti di rame.

 

E’ bastato questo, a Michele Romano, per aprire una considerazione pubblica sul ruolo della vigilanza nelle campagne. Cerignola- nella Capitanata- è l’unica città  che non si è mai dotata di consorzi, ma affida il controllo dei campi ai cosiddetti “”guardiani di zona””. In due dibattiti distinti e separati, il primo alla presenza del vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico e in uno più recente tenutosi la scorsa settimana, Romano ha ravvisato lo scarso interesse al tema da parte delle associazioni di categoria: “”Non si sono presentati, addirittura ho saputo che Confagricoltura boicotta le nostre iniziative. Io credo che il modello di vigilanza così come concepito potesse avere un senso 50 anni fa, ma non ora. Con questo non voglio dire che gli attuali guardiani dovranno perdere il lavoro, ma dico che bisogna istituzionalizzarli in un consorzio””, dice l’assessore ai servizi sociali della giunta Giannatempo.

Il problema è più complesso, perchè è lo sfondo a creare non poche resistenze: “”Perchè Cia, coldiretti e Confagricoltura non se ne occupano e rifiutano gli inviti? Eppure poi si lamentano dei tendoni abbattuti, dei cavalli di ritorno, dell’inquinamento, dei furti di rame: questo sistema feudale della guardianìa non assicura più efficacia. E inoltre se non paghi devi aver paura che i furti aumentino””. Per questo la proposta di Romano è di creare un corpo di polizia rurale che “”eviti che i proprietari parlino direttamente con i guardiani, ma con le rispettive gerarchie; assicurerebbe una vigilanza h24 e darebbe modo ai vigilantes di consorziarsi””, propone il medico cerignolano. Un caso più unico che raro nella provincia, dove queste strutture esistono già  da diversi anni. Cerignola, invece, decide di affidarsi ai “”guardiani di zona i quali, nell’occasione dei furti, ripetono sempre la solita filastrocca, e cioè che non possono controllare solo una terra. E anche quando subiscono ruberie nelle proprie campagne, gli agricoltori sono costretti a pagare per paura di subire altre angherie””.

C’è una correlazione o un invisibile filo conduttore tra i furti e i vigilantes? “”Dovete chiederlo agli agricoltori…chiedete a loro se sono contenti o meno””, taglia corto Romano, “”so solo che se io non ricevo un servizio di solito lo dismetto o non lo retribuisco, invece nelle campagne non funziona così””. Qui infatti ci sarebbero “”gli sceriffi”” di cui “”probabilmente le associazioni di categoria non hanno interesse o dei quali hanno paura di parlare: sono più concentrati sulle tessere o ad appoggiare i candidati. A me sembra infatti che Confagricoltura stia appoggiando Metta e per questo boicotti i nostri incontri””. Una stoccata che Onofrio Giuliano rispedisce al mittente: “”Abbiamo una rassegna stampa di 300 pagine sulle nostre attività  riguardanti il controllo delle campagne. Ci sono le nostre denunce e le nostre concertazioni con le forze dell’ordine””, dice il presidente provinciale di confagricoltura. A fargli eco è il referente cittadino Angelo Ippolito: “”Non abbiamo partecipato all’evento perchè ci è stato comunicato tardi e perchè non ci sono piaciuti i modi, una sorta di minaccia a partecipare al dibattito altrimenti saremmo finiti sui giornali. Noi siamo per le cose fatte bene””.

Ma sulla vigilanza fai da te? “”Il problema va considerato a monte, ma dobbiamo discuterne a tavolino””. Ma se Confagricoltura sia o meno contenta del sistema cerignolano rimane un mistero: “”Non devo fare nessuna relazione su questo attraverso i giornali, se ci vuole un consorzio, si fa un consorzio. Ma è una decisione da prendere con la concertazione di tutti””, aggiunge Ippolito. “”Le tre organizzazioni- spiega Matteo Valentino di CIA- hanno deciso di non prendere parte all’evento col sottosegretario nel quale si parlava di vigilanza perchè hanno ritenuto che quegli argomenti meritassero una cornice diversa, magari non pubblica, e di sicuro con le forze dell’ordine. E’ sbagliato però dire che le associazioni non se ne occupano. Il nostro presidente, da solo, ha presentato diverse denunce per furti verificatisi proprio nelle sue terre. Certo, questo sistema di vigilanza così concepito non va assolutamente bene, c’è bisogno di consorziare come succede in tutti i paesi della Capitanata e magari gli attuali guardiani potrebbero diventare dipendenti del costituendo consorzio. Ma il dibattito pubblico è inopportuno””, dice l’ex sindaco di Cerignola.

La replica.

“”Non ho mai avuto intenzione di delegittimare le associazioni di categoria degli agricoltori, ritengo invece fondamentale ed imprescindibile il ruolo che queste possono svolgere nella definizione di una seria strategia di contrasto alla dilagante illegalità  nell’agro cerignolano, insieme all’Amministrazione Comunale e alle forze dell’ordine””.

 

 

 

 

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