VIDEO | “”Monnezza Express””, l’inchiesta sui rifiuti campani

E’ questo quanto il signor Nicola, di Cerignola, proprietario di un piccolo appezzamento di terra nei pressi della Diga Capacciotti -interessata dagli sversamenti illeciti- diceva a L’Attacco in un’inchiesta del febbraio scorso. Quel caso non era isolato, perchè dietro quello strano sversamento dell’11 luglio 2013, preceduto da uno più imponente appena sette giorni prima, a pochi chilometri di distanza, è stato solo l’amaro antipasto del potenziale patto ecomafioso tra Campania e Capitanata emerso l’11 aprile dalle carte dell’inchiesta Black Land.

 

 

Monnezza Express

Proprio come pacchi postali tonnellate di rifiuti, pericolosi e non, raggiungono la Capitanata e vengono abbandonati ad Ordona, Cerignola, Carapelle, Apricena, Stornara, Foggia, Poggio Imperiale, Ascoli Satriano, ma anche Trani, nella provincia di BAT. Il monnezza express probabilmente prende l’autostrada, sicuro delle false documentazioni che gli permettono di perforare il sistema di controlli delle forze dell’ordine e arriva nelle mete localizzate, con o senza il consenso dei proprietari terrieri: è così che il Tavoliere viene contaminato e sfregiato per sempre. Un ingranaggio collaudato, un modello esportato dalla Terra dei Fuochi dove Carmine Schiavone, boss pentito dei casalesi e cugino del famigerato “”Sandokan””, ha fatto scuola prima di vuotare il sacco e raccontare la verità .

L’operazione Black Land- guidata dal Direzione investigativa antimafia di Bari, Comando provinciale del Carabinieri di Foggia e Nucleo operativo ecologico- ha portato in manette 14 persone per la tratta di immondizia (solo andata) tra Campania e Puglia: 12mila tonnellate di scarti, sequestri per oltre 25 milioni di euro; deposito di monnezza in un’ex cava di Ordona per un quantitativo pari a circa 5 campi di calcio; un guadagno per le 4 imprese che non trattavano i rifiuti di almeno 2.5 milioni di euro a testa. Tra i nominativi della banda, anche quello di un uomo della lista che il collaboratore di giustizia Schiavone aveva fornito nel 1997 alla Commissione Parlamentare di inchiesta sul ciclo di rifiuti. In quell’interrogatorio tenuto segreto per 20 anni è stato racchiuso, fino a novembre 2013, il business più cruento che la criminalità  organizzata abbia potuto architettare.

L’inchiesta giudiziaria è appena iniziata e lunedì sono stati sentiti dagli inquirenti i 14 arrestati della Black Land. E’ troppo presto per capire da quanto tempo fosse attivo il meccanismo dell’ecocidio; è troppo presto anche per escludere con assoluta certezza lo smaltimento illecito di rifiuti tossici, ma la gente, soprattutto ad Ordona, per gli inquirenti punto cruciale della tratta, inizia ad aver paura. E’ proprio qui che vive Gerio Ciaffa, già  coinvolto nell’inchiesta del 2007 denominata “”Veleno””: a distanza di 7 anni il suo nominativo ricompare nel registro degli indagati per la tratta illegale di immondizia, insieme a quello di Pasquale Del Grosso, l’imprenditore del settore rifiuti assassinato ferocemente nel gennaio scorso da due sicari di Foggia e Castelnuovo della Daunia: dopo avergli sparato, hanno appiccato il fuoco all’automobile che conteneva il cadavere. Ad Ordona tutto questo lo sanno bene, ed forse c

“”State attenti””.

Michele Cirulli

 


 


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