giovedì, Ottobre 22, 2026
Cronaca

E adesso? Lo sciopero continua: ecco chi “può passare” 

E adesso? Lo sciopero e i blocchi continuano

Continueranno i blocchi e i rallentamenti ai danni dei tir ad eccezione di quelli che trasportano materiale deperibile.

“Tutti i prodotti deperibili, quelli che hanno bisogno di aiuto, tipo olive e uva, passeranno. Altri tipi di prodotti, no”, hanno sottolineato gli attivisti.

I presidi continueranno , ci saranno rallentamenti, “questa volta ancora più forti. Ci siamo uniti: tutta la provincia di Foggia ha un’unica voce”.

 

Un pensiero su “E adesso? Lo sciopero continua: ecco chi “può passare” ”

  • Quello che paga il conto del vostro genio

    «Uva e olive passano, il resto no». Avete inventato l’azienda a senso unico: entrano materie prime, si accumulano costi e non esce fatturato. Il Nobel per l’economia può aspettare. Anche una calcolatrice sarebbe già un ottimo inizio.

    Quando cantine e frantoi saranno pieni, dove pensate di scaricare? Al presidio, tra uno striscione e un’intervista? E quando gli agricoltori chiederanno di essere pagati, gli farete un bonifico di solidarietà?

    Perché il punto è questo: state facendo i generosi con i magazzini degli altri, i coraggiosi con gli incassi degli altri e i rivoluzionari con le scadenze degli altri. Così è facilissimo sentirsi eroi.

    «Tutta la provincia di Foggia ha un’unica voce». Abbiate almeno il pudore di non scambiare chi subisce per chi applaude. Bloccare chi vuole lavorare e poi contarlo tra i sostenitori è un modo piuttosto comodo di fabbricarsi il consenso.

    Il cliente che non riceve la merce non viene al presidio a discutere le vostre ragioni: chiama un concorrente. Quello consegna, incassa e ringrazia. State facendo promozione alle aziende di fuori provincia, gratuitamente e a spese delle nostre.

    Continuate pure a chiamarla difesa del territorio. Ma quando avrete fatto perdere ordini a chi vi dà merce da trasportare, risparmiateci almeno la faccia stupita.

    Per fermare un camion basta mettersi davanti. Per capire cosa succede dopo, evidentemente, serve qualcosa in più.

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