giovedì, Ottobre 22, 2026
Cronaca

VIDEO | Tentò di uccidere il dipendente e si barricò in casa: condannato a 10 anni

È di 10 anni di reclusione la condanna inflitta a Giuseppe Quarticelli, l’anziano di 87 anni originario di Cerignola ritenuto colpevole del tentato omicidio di Michele Albanese e del porto illegale dell’arma utilizzata per l’aggressione. Albanese, un dipendente della farmacia agricola “Agrifarma” — gestita dal figlio dello stesso Quarticelli —, era rimasto ferito gravemente a pistolettate la mattina del 9 febbraio scorso, nel piazzale della struttura in viale Usa. Un gesto violento maturato, secondo quanto emerso e riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, sulla base di un sospetto del tutto privo di fondamento: la convinzione che la vittima stesse rubando della merce dal punto vendita.
La sentenza di primo grado è stata emessa dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Foggia, Carlo Protano, a margine del giudizio abbreviato promosso dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Carmela Caputo. Una scelta processuale mirata a ottenere la riduzione di un terzo della pena di fronte a un quadro probatorio schiacciante, composto da testimonianze dirette e dai filmati delle telecamere di sorveglianza. L’imputato, che ha scelto di non presenziare all’udienza, rimane agli arresti domiciliari, misura concessa fin dall’immediato per via dell’età avanzata.
Il giudice ha così superato la richiesta di condanna a 7 anni e 4 mesi avanzata dalla Procura, alla quale si era associato anche l’avvocato Gaetano Fasano, legale di parte civile per la vittima, che aveva sollecitato una provvisionale di risarcimento pari a 250mila euro. L’esatta entità del danno economico sarà tuttavia stabilita in sede civile. La difesa aveva invece chiesto il minimo della pena facendo leva sullo stato d’incensuratezza dell’uomo, ma gli esiti della consulenza psichiatrica disposta dalla Procura non hanno lasciato dubbi: al momento dell’aggressione, l’anziano era pienamente capace di intendere e di volere.
I dettagli di quella mattina restituiscono la dinamica drammatica dei fatti. Erano le 10:23 quando Quarticelli, dopo essere rimasto per qualche tempo all’interno del negozio dove Albanese si trovava seduto, è uscito dall’edificio per salire sulla sua Lancia Y parcheggiata nel piazzale. Dopo aver percorso pochi metri, è sceso dall’auto e ha chiamato fuori il dipendente. Albanese lo ha raggiunto a circa un metro e mezzo di distanza, ed è in quel momento che l’anziano ha estratto una pistola — regolarmente detenuta a casa, ma che non avrebbe mai potuto portare con sé all’esterno — esplodendo tre colpi a bruciapelo.
Colpito all’inguine e alle braccia, l’uomo ha cercato disperatamente di difendersi: trascinandosi in ginocchio, ha spinto la portiera della vettura contro il suo aggressore, che nel frattempo risaliva a bordo per darsi alla fuga. Soccorso immediatamente dal titolare dell’azienda, il ferito è stato trasportato d’urgenza in ospedale e ricoverato in prognosi riservata. La distanza ravvicinata e la traiettoria dei proiettili, diretti verso organi vitali, hanno confermato la fondatezza dell’accusa di tentato omicidio.
Mentre i soccorsi sfrecciavano verso il nosocomio, i carabinieri hanno avviato subito le indagini, risalendo in breve tempo al sospettato. Quarticelli si era rifugiato nell’appartamento di un familiare in via Cassino, presentandosi alla porta con tre buste piene di vestiti e asciugamani.
Agli elmenti della famiglia non ha raccontato nulla di quanto accaduto, giustificando la richiesta di ospitalità con un presunto litigio domestico e chiedendo di mantenere il massimo riserbo sulla sua presenza. Individuato il covo, i militari hanno condotto una delicata trattativa che ha convinto l’anziano ad aprire la porta. In cucina è stata trovata e sequestrata la pistola usata per l’agguato, una Franchi-Lama calibro 7.65.
Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, tenutosi due giorni dopo l’arresto, l’uomo aveva dichiarato di voler rispondere alle domande, pur finendo poi per farfugliare e rendere dichiarazioni del tutto sconnesse, come annotato dal giudice nel convalidare la custodia cautelare ai domiciliari.
https://youtu.be/A6A34UKGPUg?si=lh2snGEVzOUWPnv0

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