La Regione vuole la decadenza di Liscio e gli stipendi indietro

“Ho già detto all’assessore che sono pronto a lasciare anche subito il mio incarico. Non ho critiche da muovere alla posizione assunta oggi dalla Regione, ma ho molti dubbi su quella che la stessa Regione ha assunto tre anni e mezzo fa: sapevano benissimo quale era la mia situazione, e la mia età era riportata anche nel decreto di nomina. Per questo non trovo giusto che nei miei confronti venga assunto un provvedimento a carattere retroattivo”. Pippo Liscio a La Gazzetta commenta il caso del momento. Secondo la Regione Puglia deve lasciare l’incarico da Arca Capitanata e restituire le indennità, per 300 mila euro, considerata la sopraggiunta età pensionabile.
Liscio dunque deve restituire tre anni di stipendi “anche se la giurisprudenza dice altro”, dice l’ex braccio destro di Michele Emiliano. Liscio era stato nominato ai vertici dell’Arca un mese prima di compiere 67 anni, ossia un mese prima di rientrare nei parametri della decadenza, che dovrebbe arrivare ad horas.
L’ex numero uno di Sanitaservice ritiene che la Regione non possa scaricare su di lui, chiedendo indietro le indennità, i danni di un atto che la stessa Regione ha firmato e sottoscritto.
