L’incontro surreale col Procuratore: un terzo dei presenti avrebbe fatto meglio a non esserci

C’era chi ha trattato la costruzione di un nuovo stadio con indagati per sversamento illecito di rifiuti tra Campania e Cerignola; c’era chi è finito sotto inchiesta per reati gravi e chi per reati meno gravi ma comunque allucinanti; c’erano imprenditori coinvolti in inquietanti procedimenti giudiziari; c’era anche chi ha proposto un accordo tra mafia e politica; c’era chi ha truffato lo Stato per milioni di euro; c’era la zona grigia, ma anche quella nera; c’era chi è stato appena sacrificato grazie a informative a orologeria, che finiscono per essere perfino più sospette dei contenuti dei documenti top secret; c’erano candidati di professione dal curriculum costellato di sconfitte e dai rolex luccicanti ricevuti in dono, su cui proprio l’antimafia dovrebbe indagare; c’erano quelli che di mestiere devono indagare, ma non indagano; c’erano politici sotto processo per aver inventato liste elettorali candidando gente a propria insaputa.
E poi c’erano quelli che in tutta questa ipocrisia ci sguazzano per tenere issata la bandierina della legalità, sempre più sbiadita a forza di tenerla al sole senza mai usarla davvero.
L’incontro col Procuratore Capo della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, è stato una vera e propria farsa e ha confermato che anni di parole vuote sulla legalità hanno creato un cortocircuito ancora più pericoloso dell’illegalità, perché oggi tutti possono vestire la divisa dei supereroi. Tanto non serve a niente. È solo un vestito di carnevale, una sfilata senza senso, il trionfo del mondo di mezzo. Una baracconata.
Mettiamola così: almeno un terzo dei partecipanti con cui Roberto Rossi ha scambiato battute e strette di mano con la legalità non c’entrava niente.
E proprio la genesi di questo incontro avrebbe suggerito maggiore prudenza per non sfaldare, ancora di più, quel fragile rapporto tra istituzioni e cittadini.
Una delle più brutte pagine della storia locale e delle istituzioni. Ogni frase o racconto del Procuratore ricalcava una illegalità, una inopportunità o un reato commesso da qualcuno presente in platea.
La zona grigia oggi a Cerignola è un miraggio, quasi una speranza, visto che si è lasciato spazio completo alla zona nerissima e alla commistione più pericolosa.
A partire da una Città che tecnicamente è da sciogliere nuovamente per infiltrazioni mafiose ma si fa finta di nulla. Perché siamo in una nuova fase della legalità: quella delle chiacchiere.
Michele Cirulli

“Chi parla spesso di amore e di sesso o di qualsiasi altro valore, esprime un personale problema a riguardo. Come se parlandone tentasse di rimuovere e portare nell’inconscio la vera idea che di essi coltiva e che spinge per manifestarsi” (S. Freud)