Bonito: “Non mi ricandido. Sgarro e gli altri trasformisti, scelta incomprensibile”

Francesco Bonito non sarà il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni della primavera del 2027, nonostante il segretario regionale del Partito Democratico, Domenico De Santis, il mese scorso abbia fatto il suo nome come prosecuzione naturale del percorso amministrativo. A dirlo è lo stesso sindaco di Cerignola, che non risparmia frecciatine verso i suoi avversari, da Metta a Sgarro.
“Confermo – ha detto il primo cittadino – che non sarò candidato alle prossime elezioni comunali e che, ovviamente, continuerò a mantenere la mia rinuncia all’indennità” che fino a ora ha fatto risparmiare alle casse del Comune circa 300 mila euro. Bonito però incorona il prossimo candidato “o candidata” sindaco.
“Devo dire che lo scenario politico-cittadino mi sconvolge. Perché la politica, come tutte le cose della vita, ubbidisce a regole precise. Certo civismo che vedo svilupparsi nel Paese e a Cerignola è l’espressione peggiore della politica. Mettere insieme Franco Metta, Gino Giurato, Tommaso Sgarro, Domenico Bellapianta, Pippo Liscio e chi più ne ha più ne metta—considerate bene che è una zuppa inglese impazzita, una maionese impazzita”, attacca Bonito.
“La politica – prosegue – deve ubbidire a principi di coerenza, che in questo caso non ci sono. A parte la considerazione che è estremamente negativa, (4:01)che un personaggio della politica, dichiarato incandidabile dal Presidente della Repubblica, continui a occuparsi di politica e continui a essere il regista di queste operazioni, ancora più grave è che personaggi che vengono dalla sinistra, come Tommaso Sgarro, Gino Giurato, Domenico Bellapianta, Pippo Liscio—che viene dal fascismo, dal neofascismo, ma poi è passato con la sinistra quando gli è convenuto—bene, questi personaggi con quale coerenza escono dalla maggioranza di governo locale, da me presieduta, lasciando un galantuomo e un gentiluomo—perché io sarò un pessimo sindaco, ma sono un galantuomo e un gentiluomo—e passano armi e bagagli con Franco Metta, dichiarato incandidabile, quello che faceva gli appalti truccati, quello che ha dato 1.300.000 euro di incarichi professionali fasulli al suo compagno di merenda Venditti, quello che non paga le tasse e deve 1.300.000 euro allo Stato italiano, con l’addizionale che deve al Comune”.
Bonito si rivolge ai pezzi del centrosinistra ormai caduti alla corte di Metta: “Mi volete dire, caro Gino Giurato, Domenico Bellapianta, Pippo Liscio, Tommaso Sgarro, da dove traete alimento politico? Il civismo—anche qui invoco le regole generali della politica—può essere un civismo pulito, utile. Penso al civismo di De Caro. Penso al civismo del precedente presidente della regione, Michele Emiliano. Quello è un civismo pulito perché cerca di raccogliere una insoddisfazione politica della gente comune, però in nome di una coerenza politica, in nome di un discorso politico serio, coerente, che abbia al proprio interno dei valori coesi”, spiega il sindaco.
“Ma il civismo di Franco Metta, di Domenico Bellapianta, Pippo Liscio, Rosario Spione, Tommaso Sgarro e chi più ne ha più ne metta è un civismo populista. Sono dei trasformisti che passano da una parte all’altra, facendo venire il mal di testa a chi li guarda, tanto è veloce il loro cambiamento di posizione politica. E non è così che si pensa al futuro del Paese. Io ho detto che non sarò candidato, ma mi impegnerò al massimo per assicurare continuità di governo alla mia città. E quindi io sto pensando (6:49)a come rinsaldare un’alleanza di campo largo. Questo è la regola generale della politica”, aggiunge.
Il sindaco prosegue: “Io mi batterò perché il Partito Democratico, perché il Movimento 5 Stelle, perché AVS si mettano insieme. Ci sono i seguaci di Renzi. Non solo: poi ci sarà una lista del presidente De Caro, ci sarà una lista di Con la Puglia, che si riproporrà sotto la guida dell’assessore regionale Leo. Quindi ci sarà poi una lista del sindaco”.
Bonito promuove “una conferenza programmatica” e “poi, pian piano, dalla nostra alleanza di forze coerenti, di forze pulite, uscirà anche una forte proposta per governare da sindaco questa città. E perché non potrebbe essere una sindaca? Vedremo”.
Nel frattempo proseguono le interlocuzioni tra Sgarro e Metta, che insieme vogliono costruire un polo civico alternativo ai partiti di centrodestra e centrosinistra: “Inspiegabile questa sua scelta politica, che rinnega il suo passato, rinnega la sua intelligenza. Bene, verosimilmente andremo a votare a giugno con l’election day. E mi chiederò: quando il centrosinistra cercherà di togliere il governo del Paese alla Meloni, Tommaso come voterà? E che coerenza ci sarà tra il voto alle politiche e il voto alle comunali, dove cercherà di dare, da quello che capisco, un voto contro Francesco Bonito e a favore di Franco Metta, la persona dichiarata incandidabile dal Presidente della Repubblica”.
Sgarro ha replicato: “In questo momento noi stiamo provando a ragionare nell’interesse di Cerignola, mettendo da parte le personali ambizioni. Non trovo cosa più alta per provare a dare ancora senso alla politica in una città oramai martoriata”. La battaglia è appena iniziata.
