La prossima amministrazione dovrà sciogliere il contratto con Teknoservice

Il pentastellato Vincenzo Sforza, assessore al disastro ambientale di Cerignola, non dice una parola sulla mancata pulizia delle strade di cui Teknoservice è protagonista indiscussa. Eppure in più occasioni è stato esortato a farlo, ma ha trovato scuse infantili per non creare problemi alla ditta dei rifiuti.
Stessa cosa l’assessore ai social network, Teresa Cicolella, attiva su internet solo quando deve pubblicare, illegittimamente, le scene di chi sversa immondizia per racimolare qualche like. Quando invece l’inadempienza della Teknoservice è conclamata, i due, che hanno perfino litigato in giunta su chi dovesse postare su facebook i frame degli abbandoni, perdono la parola.
Evidentemente Teknoservice ha questo potere. O questa virtù. Riesce a lenire gli istinti ambientalisti dei Cinque Stelle o l’inclinazione intransigente-a-giorni-alterni del Pd.
Chissà come fa, Teknoservice, a riuscire a bruciare la credibilità degli amministratori locali che tacciono di fronte a un contratto palesemente non rispettato. I politici preferiscono prendere schiaffoni in faccia dai cittadini, ovviamente metaforici, pur di non dire una parola contro una società che, ad esempio, non pulisce mai, mai, le strade. Che infatti sono puzzolenti, appiccicose, sporche.
Evidentemente la Teknoservice ha ammaliato con il dono della parola gli amministratori pubblici, incapaci di far rispettare quanto previsto dal contratto. E nonostante le inadempienze siano lampanti, Cicolella e Sforza non se la prendono mai con la ditta ma solo ed esclusivamente con i cittadini.
Chissà cosa ha di magnetico Teknoservice, tanto da non destare sospetti nemmeno negli organi inquirenti, con pezzi dell’opposizione che in più riprese hanno parlato di fatti e circostanze gravissime – sebbene da verificare – che interesserebbero perfino il figlio del sindaco.
Bene, la prossima amministrazione ha tutti gli elementi per mandare a casa la Teknoservice. Solo così si potrà recuperare credibilità agli occhi dei cittadini. Basta prendere il contratto e annotare tutte le attività che in 3 anni non sono stata fatte, ma sono state puntualmente pagate.
Il canto delle sirene di Teknoservice deve finire. Un’amministrazione libera può farlo.
Michele Cirulli
