venerdì, Settembre 18, 2026
Cronaca

NOMI | Assalti a blindati e rapine, scattano le perquisizioni: 15 indagati

Perquisizioni in corso questa mattina a Cerignola, dove secondo la Direzione Distrettuale Antimafia vi sarebbero gravi elementi a carico di soggetti aderenti a un’organizzazione criminale dedita a reati contro il patrimonio.

Gli indagati risultano essere: Riccardo Acquaviva, di Andria, classe 1982; Barrasso Biagio Michele Nazareno, Cerignola, 1985; Barrasso Pasquale Pio, Cerignola, 1983; Braschi Antonio, Cerignola, 1978; Cirulli Cosimo Attila, Cerignola, 1990; Da Bellonio Giuseppe, Cerignola, 1981; Gaeta Francesco, Orta Nova, 1976; Gaeta Rocco, Orta Nova, 1977; Giannatempo Antonio, Cerignola, 1950; Macchiarulo Alberto, Cerignola, 1984; Magno Riccardo, Terlizzi, 1991; Pazienza Pasquale, Bitonto, 1969; Piarulli Michele, Cerignola, 1962; Pollice Giustina, Cerignola, 1993; Sciusco Pasquale, Cerignola, 1968; Terlizzi Giovanni, Cerignola, 1983.

Secondo l’accusa, Biagio Barrasso in qualità di organizzatore coordinava l’impiego delle strutture e delle risorse associative e stabiliva le strategie dell’associazione criminale dedita a furti, rapine, ricettazione, assalti.

In uno dei passaggi contestati dalla DDA, si apprende di una rapina ai danni di una privato cittadino e la colluttazione con la Guardia di Finanza nel frattempo sopraggiunta, ma non solo. Al gruppo criminale gli inquirenti addebitano anche un assalto al portavalori Battistolli avvenuto nei pressi di Toritto, sulla SS96, una volta ottenuto il placet da 20.000 euro di Michele Piarulli.

Inoltre, alla banda la procura di Bari contesta il furto di quattro autobus di linea della STP di Brindisi, oltre che diversi furti d’auto.

Ancora, le indagini hanno condotto anche ad Antonio Giannatempo, ginecologo in quiescenza all’epoca dei fatti in servizio presso l’ospedale di Cerignola, perché, secondo quanto ricostruito dalla DDA, avrebbe introdotto i familiari di un aderente alla banda all’interno dell’ospedale oltre l’orario di visite raccomandando loro di scrivere e di non parlare. Secondo l’accusa, il medico avrebbe aiutato a eludere le investigazioni audio-video nella stanza di degenza.

Per tutto questo, a carico degli indagati è stata disposta la perquisizione – compreso cellulari, pc, documenti – per cercare di ricostruire ulteriormente i passaggi delle vicende criminali.

Si tratta di contestazioni provvisorie e per gli indagati vige il principio di non colpevolezza fino all’ultimo grado di giudizio.

Un pensiero su “NOMI | Assalti a blindati e rapine, scattano le perquisizioni: 15 indagati

  • Speriamo buttino la chiave di questi zozzoni e fannulloni che non sanno fare niente nella vita se non delinquere…andat3 a lavorare…

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