giovedì, Ottobre 22, 2026
Cronaca

VIDEO | Anche il vescovo appoggia gli autotrasportatori: in 5000 in piazza

Questa mattina, in Piazza Duomo, durante lo sciopero generale indetto dal comitato spontaneo degli autotrasportatori, che insieme agli agricoltori e ai commercianti hanno protestato contro il caro carburanti e il caro vita, è sceso anche il vescovo della diocesi Cerignola-Ascoli Satriano, mons. Fabio Ciollaro, per esprimere non solo vicinanza ai manifestanti ma anche per esprimere il suo punto di vista.

E’ stata dura, in linea con quanto affermato dal vescovo della diocesi di Manfredonia, mons. Moscone, la presa di posizione contro il riarmo dell’Europa che sta sostenendo la guerra in Ucraina: “Destinare le risorse ai bisogni primari della gente, e soprattutto dei più bisognosi, e chiedersi che moralità c’è in questo riarmo a tutti i costi. Che sapienza e che lungimiranza c’è in tutto questo”.

Gli autotrasportatori hanno annunciato la presenza a Roma il prossimo 27 novembre, quando il Governo incontrerà una delegazione del comparto per studiare soluzioni. I manifestanti chiedono pullman per poter raggiungere la capitale e presidiare all’incontro, in uno con i colleghi delle altre regioni del centrosud.

Sono stati circa 5.000, con gli studenti, a partecipare all’incontro di stamattina che si concluderà a Foggia, dove il comitato vorrebbe incontrare membri della Prefettura per portare il disagio direttamente nelle sedi territoriali del Ministero dell’Interno.

 

Il messaggio integrale del vescovo Ciollaro: 

Desidero dirvi innanzitutto il mio apprezzamento per le modalità pacifiche, civili, in cui si stanno svolgendo le manifestazioni di questi giorni e così spero che avvenga ancora. Guardando questa piazza gremita e pacifica, sottolineo ancora una volta che questa è la vera Cerignola, il vero volto della nostra città e non quello della malavita e della criminalità. Condivido la vostra preoccupazione per i problemi che ci sono. Ieri sera sono venuto a trovarvi ai presidi dove stazionavate, per salutarvi, per ascoltarvi e per capire meglio. I problemi sono complessi, le soluzioni non sono facili, a livelli diversi: l’Italia, Bruxelles, eccetera. Ma una cosa la capiamo bene ed è questa: mentre il carovita sta crescendo e si ripercuote in primo luogo sulle fasce più deboli e sui più bisognosi, si stanno destinando cifre enormi al riarmo. Sono state fatte delle scelte impensabili e si continuano a fare come se niente fosse: spostamenti di bilancio, somme spropositate in direzioni che non riusciamo a capire né approvare.

Vi sto parlando da un luogo particolare: il sagrato del Duomo. La parola sagrato significa che è luogo sacro, ma con il parroco del Duomo siamo stati d’accordo a concederlo per questa manifestazione perché riguarda i problemi veri della gente, senza etichette di partito. Ebbene, da questo sagrato io voglio ricordare una parola che interpella anche la nostra Italia in questa situazione: “forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci”. E’ presa dalla Bibbia, è il profeta Isaia che parla esprimendo il sogno di Dio. Non è un’utopia, è un programma! “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci”: le risorse destinate alla guerra, alle armi, devono essere destinate ai bisogni della gente, alle necessità di tutti, cominciando dai più bisognosi. Questo è il messaggio che vorremmo far arrivare a Roma, a chi ha il potere di decidere veramente.

 

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