MV | Gabriele Muccino torna al cinema con “Le cose non dette”

Il regista romano si affida ad una coppia affiatata di attori come Stefano Accorsi e Miriam Leone in un thriller romantico che si sofferma sul difficile rapporto tra le persone
Le cose non dette è un concentrato di Gabriele Muccino. Tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron (che si è occupata della sceneggiatura affiancando proprio Muccino), è un film che parla del rapporto di coppia, con alti e bassi, flashback, colpi di scena, dialoghi intensi al limite dell’isterico e che svela le fragilità quotidiane che vivono tante famiglie. Il regista romano si è affidato ancora una volta a Stefano Accorsi, con il quale ha già lavorato in L’ultimo bacio, Baciami ancora e A casa tutti bene .
Muccino questa volta aggiunge altri generi come thriller e noir, lasciando un finale aperto (ma non più di tanto) sulla vicenda finale che coinvolge tutti i protagonisti. La coppia formata da Stefano Accorsi e Miriam Leone funziona (quasi) sempre sul set: i due, infatti, hanno già lavorato insieme nella serie Sky 1992, che probabilmente non ha avuto il giusto riconoscimento proprio a causa dei temi e del periodo preso in esame, e nei film Marylin ha gli occhi neri e Amata .
Carlo ed Elisa (interpretati rispettivamente da Accorsi e Leone) sono una coppia felice e unita, almeno all’apparenza; lui professore universitario di Filosofia e scrittore in crisi di creatività, lei giornalista sferzante di Vanity Fair che però ha perso brillantezza e lucidità nella sua scrittura, tanto che il direttore della testata le consiglia una vacanza per ritrovare lo smalto perduto.
Decidono di passare una vacanza a Tangeri, in Marocco, assieme ad una coppia di amici, Paolo (Claudio Santamaria) e Anna (Carolina Crescentini) e alla loro figlia tredicenne. Entrambe le coppie non vivono un momento positivo: Se Carlo ed Elisa non sono riusciti a diventare genitori, Paolo e Anna, invece, sembrano avere il problema opposto, con la presenza, a volte persino ingombrante, di Vittoria (Margherita Pantaleo), che rende Anna iperansiosa e irritabile.
Vittoria stravede per Carlo, preferendolo spesso come figura paterna e maschile al proprio padre, spesso assente per lavoro.
La vacanza dei protagonisti viene sconvolta dalla presenza di Blu (Beatrice Savignani), una studentessa di Carlo che le due coppie avevano avuto modo di conoscere in un noto ristorante romano (di proprietà di uno chef che conduce una nota trasmissione televisiva), che si presenta in Marocco dapprima fingendo di essere lì per caso con il proprio fidanzato e poi per incontrare proprio il suo professore con il quale mesi prima aveva avviato una relazione sentimentale.
Carlo, affascinante professore con una personalità magnetica, aveva tentato di interrompere la relazione con Blu, senza, tuttavia, riuscirci del tutto. Anzi, prima di partire, aveva fatto intendere alla ragazza di voler lasciare la moglie. Il finale del film vedrà protagonista principale la piccola Vittoria, che, venuta a conoscenza della relazione extraconiugale della figura maschile di cui è innamorata, si immola per risolvere quello che ritiene essere un problema di Carlo, che nel frattempo fa di tutto per tenere nascosta la sua tresca con la studentessa.
MENZIONE SPECIALE
Stefano Accorsi e Miriam Leone sono una garanzia. La loro chimica davanti ad una telecamera è evidente. Sembrano conoscersi da sempre e sono complementari l’uno all’altra. Certo aver già lavorato assieme è stato importante ma la loro performance è ancora una volta all’altezza del compito loro affidato. Gabriele Muccino si è affidato ad una coppia ben rodata che riesce bene ad immedesimarsi in quello che appare come un thriller romantico che prende una strada per certi aspetti scontata, per altri sorprendente.
Simone Perdonò
