giovedì, Ottobre 15, 2026
Cultura

Pietracatella, il caso Breaking Bad italiano

Le due donne in provincia di Campobasso sono morte per essere entrate in contatto con la ricina, una sostanza tossica che compare anche nella nota serie tv americana

C’è chi sostiene che i film e le serie TV possano influenzare negativamente gli spettatori, soprattutto quando gli sceneggiati trattano temi violenti e fuori legge. In Italia la serie TV Gomorra, basata sull’omonimo romanzo di Roberto Saviano, ha spesso diviso l’opinione pubblica e non certo per questioni artistiche. Una delle critiche maggiori mosse alla serie diretta da Stefano Sollima, è stata quella di aver affascinato molti giovani e giovanissimi alla violenza, ai soldi facili in contesti urbani difficili e con poche possibilità. Ma nella serie ispirata a fatti di cronaca realmente esistiti, tutti i protagonisti (letteralmente tutti) vengono uccisi prima o poi. E dunque la guerra per il potere e per il controllo delle piazze di spaccio resta fine a sé stessa.

Qualche mese fa abbiamo chiesto ad uno dei protagonisti della serie, Lino Musella, il motivo di tante critiche. L’attore partenopeo ha dichiarato: “Raramente esistono prodotti che abbracciano qualità e successo. Non sempre le due cose viaggiano all’unisono. Alle volte la qualità può non incontrare il grande pubblico e viceversa – ha dichiarato l’attore partenopeo durante la sua visita al festival Monde di Foggia -. Gomorra è stato un prodotto cinematografico artisticamente valido che ha incontrato anche il favore del pubblico, per cui alle critiche non rispondo”.

Lo scorso mese di dicembre due donne residenti in provincia di Campobasso, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita (madre e figlia), sono morte a causa di avvelenamento da ricina, una delle sostanze vegetali più tossiche conosciute. E subito è tornata alla mente la famosa serie americana Breaking Bad, dove un professore di chimica malato di cancro e con gravi problemi economici, produce metanfetamina per rimediare denaro. In alcune puntate della serie, il prof. Walter White, grazie alle sue conoscenze nel campo chimico, confeziona la ricina come piano di riserva per difendersi dai nemici, tra cui un cartello di narcos messicani.

Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, sono ancora in corso, ma si sospetta che durante il pranzo di Natale le due donne abbiano ingerito la ricina, tant’è che quello di Pietracatella viene soprannominato il caso Breaking Bad, proprio perché il veleno prodotto da una pianta viene citato più volte durante la serie ambientata nel New Mexico ed utilizzata dal protagonista per avvelenare i nemici con una sostanza inodore e incolore.

Il protagonista dello sceneggiato, interpretato magistralmente da Bryan Cranston, da mite docente di scuola diviene uno dei maggiori produttori e distributori di droga del sud ovest degli Stati Uniti, spinto dalla malattia terminale e dall’ossessione di riuscire a non far pesare alla sua famiglia le cure mediche. Per questo motivo si trasforma dapprima in un produttore di metanfetamina e in seguito anche in uno spietato assassino, che non si fa scrupoli nemmeno ad avvelenare prima un bambino e poi una donna alleata con dei rivali attraverso delle sostanze tossiche (tra cui proprio la ricina).

Quello che gli investigatori credono possa essere successo a Pietracatella, dove qualcuno avrebbe somministrato appositamente la ricina alle due donne e, forse, anche ad altri componenti della famiglia che però si sono salvati. Ma questa, al momento, resta solo una ipotesi al vaglio degli investigatori poiché le due vittime potrebbero essere entrate in contatto con la sostanza tossica anche accidentalmente.

Va sottolineato che Breaking Bad ha anche ispirato una meravigliosa trilogia come Smetto Quando Voglio di Sydeny Sibilia, in cui un ricercatore universitario (Edoardo Leo), assieme ad altri colleghi diventa uno spacciatore di ecstasy con molecole non considerate illecite e non censite come pericolose. Tra le scene riprese dalla serie americana va ricordato anche l’assalto al treno merci che trasportava il precursore della droga prodotta dai protagonisti della trilogia italiana.

Simone Perdonò

 

 

 

 

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