PD, Dalessandro si dimette e svela l’altro tradimento: “I civici di sinistra non hanno votato Moccia”

“Non sono più nelle condizioni di interpretare la sintesi politica nella comunità che fino ad oggi ho avuto l’onore di rappresentare, ma anche come profilo di mediazione tra le forze progressiste che animano il dibattito politico cittadino”. Daniele Dalessandro rassegna le dimissioni da segretario del Partito Democratico, carica esercitata a partire da febbraio 2023.
Come ampiamente anticipato su queste colonne in mattinata, a pesare è stata la scelta harakiri di “spacchettare” i voti del PD tra partito e civici sgarriani. Risultato: alle provinciali, per i dem è mancato il quorum per strappare il quinto elemento in lista e per i civici sono mancati i voti per eleggere Moccia.
Le dimissioni arrivano perché “dopo aver offerto la possibilità di candidatura nella lista del Campo Largo ad espressioni civiche ed aver ricevuto un cortese diniego, ci viene chiesto – nel segno di un percorso comune del centrosinistra a Cerignola – di sostenere la candidatura di Marcello Moccia in una lista competitor del Partito Democratico, di fatto venendo meno al dovere di votare i candidati del nostro Partito, obbligo che tutti i tesserati sono chiamati a rispettare”.
In sostanza, depurato dal politichese, Dalessandro aveva chiesto a Moccia di candidarsi col PD. Moccia e Sgarro hanno invece scelto di candidarsi con l’ala civica di ispirazione Nobiletti e in chiave anti Raffaele Piemontese.
“Ciononostante, il Partito Democratico di Cerignola – in risposta a quella chiamata unitaria – ha contribuito a sostenere significativamente il candidato civico Moccia, in una lista (ribadisco) concorrente, fatto di cui mi assumo la più totale responsabilità nei confronti della Federazione provinciale del mio Partito”, rimarca Dalessandro.
“Evidentemente, il supporto offerto non è stato giudicato adeguato. Altresì mi amareggia il diverso metro di giudizio: perché si guarda a quello che poteva ipoteticamente dare in più il PD, ma si tace sul fatto che il sostegno del PD sarebbe stato sufficiente a garantire l’elezione di Moccia, se il blocco civico non fosse venuto meno alla propria tenuta elettorale, registrando defezioni tra i propri ranghi”. Ossia, secondo Dalessandro, sarebbero stati i “bonitiani” a non votare Moccia.
Pertanto, “Lo scenario politico cittadino è mutato e la prospettiva delle prossime elezioni amministrative richiede uno sforzo programmatico rinnovato che io non sono nelle condizioni di sostenere”, dice Dalessandro facendo “un passo di lato”.

Era ora,ia’ mo vet d sce’ a fatghe ‘
Se sparite non se ne accorge nessuno, siete già inesistenti da tempo, tranne che per qualche decisione interessante.
Puahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah
ahahahaha …..scetaven….ancor no u Capet ca quedd a saracinesc in Via Mameli l’avet avvasciall
La saracinesca dei tuoi dov’è ?
E’un senza fissa dimora…. nu scakkepeit d’ keis!
Nel 2027 vi faremo diventare barboni a voi comunisti