venerdì, Giugno 14, 2024
Cultura

Università occupate per sostenere la Palestina: “Così abbiamo organizzato la nostra intifada”


Proteste studentesche contro gli accordi universitari con entità finanziate da Israele e società belliche, gli studenti accampati a Bari in piazza Umberto I dal 15 maggio raccontano la loro battaglia, tra cui il cerignolano Daniele Monopoli, 20 anni, studente di Scienze Politiche al secondo anno e membro attivo del collettivo “Intifada Studentesca Bari”, che espone le ragioni di questa mobilitazione che si innalza in risposta al conflitto in corso nella striscia di Gaza dal 7 ottobre scorso.

“Ognuno dei partecipanti all’accampamento ha un ruolo specifico nella divisione del lavoro, unendosi in collaborazione con associazioni studentesche con l’obiettivo di porre fine al genocidio palestinese e alla complicità delle istituzioni universitarie con tali violenze”, spiega Monopoli. Questo movimento, sottolinea, non è unicamente un atto di opposizione verso Israele, ma piuttosto una lotta per porre fine a questioni gravi e spesso ignorate.

“La mobilitazione mira anche a coinvolgere il Politecnico di Bari”, nella speranza di estendere il sostegno a tutta la comunità studentesca barese, ci spiega Daniele, che nonostante i 20 anni, ha già esperienza di attivismo politico, sin dai tempi del liceo. “Non è mai una battaglia e basta, bisogna avere uno sguardo a 360 gradi su tutto, più che radicalizzare alcune lotte, piuttosto bisogna crearne delle altre, perché ci sono molte questioni di cui non si parla ogni giorno, molte ingiustizie che rimangono nell’ombra, aspettando di essere affrontate e risolte”, dice lo studente, che sottolinea l’importanza di una visione completa e inclusiva nelle lotte per i diritti e contro le ingiustizie.

I primi risultati tangibili non si fanno attendere: il senato studentesco è stato convocato recentemente e si prospetta una riconvocazione il 28. Sul tavolo del prossimo incontro si cercherà di ottenere l’appoggio di docenti e accademici a favore della causa palestinese. In aggiunta la sospensione del bando MAECI (Accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica Italia-Israele). Daniele, insieme al collettivo promette di continuare la lotta per revocare ulteriori accordi e sostenere la propria causa, rafforzando così la voce degli studenti che in tutta Italia sono a difesa dei valori di libertà e giustizia, fuori e dentro le università.

Giuseppe Bellapianta



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Osserv@tore
16 giorni fa

E l’italia non ha il coraggio e la decenza di riconoscere lo stato palestinese.
Oggi anche Spagna Norvegia e Irlanda lo hanno fatto.
L’italia no.

Astr@fisic4
10 giorni fa

Grandissimə ragazzə, supportiamo questa lotta e informiamoci sul g3n0c1d10 in corso. Palestina Libera

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