sabato, Marzo 2, 2024
Politica

Cerignola e la partita dei rifiuti: 6 Comuni attendono Emiliano

Cerignola e la partita dei rifiuti: braccio di ferro con la Regione o tasse da rialzare

Il ciclo dei rifiuti può essere croce e delizia per un’Amministrazione. Se da una parte i tecnicismi allontanano il cittadino da un argomento così vitale, dall’altra l’impatto che i costi del servizio ha sulla città diventa inevitabilmente metro di giudizio dell’azione amministrativa. Nemmeno Cerignola è esente da questo assioma.

Raccolta. Il primo tema è quello della raccolta. Attualmente l’Amministrazione ha prorogato a Tekra – entrata grazie ai commissari prefettizi- la gestione della raccolta dei rifiuti in tutta la città. Questo passaggio è sembrato obbligato in attesa che tutti e cinque i Comuni del basso Tavoliere (Cerignola e Reali Siti) riprendessero accordi su un modello di gestione unificata come succedeva con SIA srl, ormai fallita. Incassato l’okay, adesso si è a lavoro per fare in modo che sia un’unica ditta(e non sei diversi come accade ora) a gestire la raccolta della spazzatura a Cerignola, Orta Nova, Carapelle, Stornara, Stornarella e Ordona. Una fase che dovrebbe trovare piena attuazione verso la fine dell’anno. Risultati sperati? Un servizio tarato maggiormente sulle necessità dei Comuni (basti pensare che, ad esempio, i Commissari prefettizi hanno dimenticato e maggiori risparmi sui costi, quindi in bolletta.

Smaltimento. Prima che fallisse SIA, Cerignola e i Reali Siti, che da SIA si servivano, potevano contare su una filiera chiusa: i rifiuti venivano raccolti da SIA e la stessa SIA li smaltiva negli impianti di sua proprietà, abbattendo i costi. Con il sequestro degli impianti (epoca Metta), il trattamento dei rifiuti non è stato fatto più a Cerignola, ma a Taranto, con uno spropositato aumento dei costi ricaduto in bolletta. Che fine hanno fatto gli impianti ora? Al momento l’AGER (agenzia regionale per i rifiuti) ha dato l’okay al decommissariamento degli impianti, ma la Regione Puglia ancora non si esprime, da quasi un anno. Quando la Regione darà l’ok, Cerignola e i Reali Siti potranno tornare nella piena titolarità degli impianti per smaltire in casa i rifiuti, sicuramente con l’aiuto del privato perché la mole di debiti è troppo elevata per assorbirla in autonomia (si tratterebbe di aumentare ancora la TARI).

La società unica della Regione. Tra mille polemiche la Regione Puglia ha inteso organizzare una società unica pubblica che possa inglobare in sé la gestione di tutti gli impianti, compreso quello di Cerignola. Una prospettiva che Cerignola e i Reali Siti non gradirebbero perché toglierebbe loro vantaggi da riversare sulle rispettive popolazioni.  Per questo tutti i Comuni attendono il decommissariamento da parte della Regione che, seppure promesso a tutti i sindaci, ancora tarda ad arrivare. Cosa ne sarà, quindi, degli impianti di SIA e del destino dei rifiuti a Cerignola? Quando ci sarà l’insperato abbassamento di una tassa – la TARI- che, grazie all’amministrazione Metta-Pezzano, mai era stata così alta in questa città?


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