domenica, Aprile 14, 2024
Cronaca

Quegli accordi tra la mafia cerignolana e la ‘Ndrangheta

Marchiodoc - DIA
Marchiodoc – DIA

La mafia cerignolana è solida e organizzata, con una fascia intermedia tra micro e macro criminalità che nasce grazie all’attività predatoria e l’indiscussa “capacità di evolvere rigenerandosi in modo strutturato, di infiltrarsi nei principali segmenti economico-finanziari e di dare continuità alle attività ed ai traffici illeciti in tutto il territorio nazionale ed anche estero”. La relazione della DIA, relativa al primo semestre 2022, dà una fotografia precisa della criminalità organizzata italiana e anche di quella locale.

Grande spazio è infatti dedicato alla mafia cerignolana, ritenuta tra le più solide nel panorama attuale. Ad esempio l’inchiesta Polifemo, con la quale si è sventato un assalto a un portavalori a Brescia, ha svelato un accordo importante con la Ndrangheta. “L’operazione, nel documentare la pianificazione di una rapina ai danni di un Istituto di vigilanza della provincia di Brescia, ha individuato i componenti di un sodalizio avente connessioni131 con la criminalità organizzata cerignolana e con quella calabrese. Le complesse e articolate indagini hanno disvelato un ambizioso progetto criminale tra un soggetto riconducibile alla cosca di ‘ndrangheta PELLE-GAMBAZZA di San Luca (RC) e un gruppo di pregiudicati cerignolani specializzati negli assalti a furgoni blindati e caveau”.

Un altro ramo di business è legato ai rifiuti: “Un fenomeno parimenti preoccupante- si legge nella relazione- è quello connesso con la gestione del ciclo dei rifiuti141 nell’area del Basso Tavoliere. È del 24 febbraio 2022 l’operazione “Blackstop”142 con la quale i Carabinieri, nell’ambito del contrasto agli illeciti in materia ambientale, hanno evidenziato una continuativa attività di traffico di rifiuti “costituiti da circa 120.000 tonnellate di fresato d’asfalto, proveniente dai cantieri per il rifacimento del fondo stradale di circa 450 km di Strade in Puglia che sarebbero stati, secondo l’impostazione accusatoria, smaltiti illecitamente in località ignote o su fondi agricoli di proprietari compiacenti, senza aver ricevuto alcun trattamento che potesse consentire il riutilizzo dello specifico rifiuto, quale conglomerato bituminoso utile per asfaltare o, in alternativa, una volta inertizzato, quale materiale da riempimento, utile in campo edilizio o per attività di ripristino ambientale”. In tale ambito, si segnala anche la ripresa del fenomeno del traffico di ecoballe provenienti dalla Campania che appariva interrotto alla fine del 2020”.

“Per quanto concerne i furti di autovetture è ormai acclarato come il fenomeno dia origine ad una serie di attività illecite parallele spesso gestite in modo integrato, tali da conferire al fenomeno stesso un carattere pervasivo, ampio e trasversale in più territori. Diversi sono i gruppi di Cerignola dediti ai furti e alla cannibalizzazione di veicoli, le cui componenti sono spesso destinate al mercato clandestino135 della ricambistica usata”.  


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