Ferito dopo l’assalto ad un bancomat a Fara San Martino viene scaricato in ospedale dai complici

Marchiodoc - Rapina Bancomat Fara San Martino
Marchiodoc – Rapina Bancomat Fara San Martino

Il fatto risale al 9 ottobre scorso e i malviventi  fuggirono a mani vuote dopo aver fatto esplodere la filiale BPER di Fara San Martino. Nel cuore della notte infatti, tra venerdi ed il sabato, un improvviso boato aveva spezzato il sonno degli abitanti del piccolo centro abruzzese alle falde del versante orientale della Majella. Alcuni, nonostante impauriti dallo scoppio,  erano riusciti ad affacciarsi alle finestre delle abitazioni limitrofe ed a rilevare alcuni importanti particolari. Qualcuno, infatti, dalla fitta coltre di fumo che si era sparsa nell’aria era riuscito ad intravedere almeno tre persone che si allontanavano in fretta e furia, a tutta velocità,  a bordo di un’autovettura Fiat Panda di colore bianco riuscendo anche a girare un breve filmato.  Immediatamente è  scattato l’allarme al 112 presso la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Lanciano ed i militari giunti sul posto poco dopo hanno subito constatato che si trattava  dell’esplosione di uno sportello Atm, quello, appunto, della filiale BPER. La tecnica utilizzata è la solita, con la quale si fa detonare una carica esplosiva attivata tramite miccia, attraverso un  manufatto metallico a forma di “T”,  comunemente chiamata “marmotta”,  la cui estremità viene inserita all’interno della fessura che eroga le banconote.


Molto spesso però la detonazione, che dovrebbe servire solo ad aprire la  cassaforte interna al bancomat,  sventra anche gli uffici, le vetrate e gli arredi ,  mettendo a repentaglio la stabilità e l’agibilità degli edifici circostanti. Nel caso in questione, proprio la violenza dell’esplosione ha sortito l’effetto di mettere in fuga i malviventi, che non sono riusciti a portare via nulla, mentre uno di loro, rimasto ferito al fianco da una scheggia metallica, circa un’ora dopo  è stato scaricato dai complici al pronto soccorso dell’ospedale di Vasto dove è stato ricoverato, sottoposto ad un’operazione chirurgica e ivi trattenuto per circa una settimana prima di essere dimesso. L’immediata attività investigativa che è scaturita a seguito dell’evento criminoso,  svolta dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Lanciano, collaborati in prima battuta  da quelli della Sezione rilievi del Comando Provinciale di Chieti e successivamente dai colleghi pugliesi delle Compagnia di Foggia e Cerignola, ad iniziare dal sopralluogo sulla scena del crimine, all’acquisizione di ogni utile dettaglio, informazione o elemento, per ricostruire compiutamente tempi, modalità e soprattutto per risalire agli autori dell’efferata azione delittuosa, ha dato i frutti sperati. I militari del NOR della Compagnia frentana hanno subito recuperato 32.000 euro in banconote da 50 e da 20 euro contenute nel bancomat esploso e caricati il giorno prevedente, come appreso dalla direzione della filiale.



Successivamente, partendo da quel breve video girato da un residente con il cellulare, hanno ripercorso  centimetro per centimetro tutte le possibili vie di fuga  acquisendo e visionando tutte le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti sul posto, sia in prossimità delle abitazioni private sia lungo la strada provinciale che, passando per Altino, conduce alla fondovalle del Sangro, comparandole con  quelle  fornite del sistema di video sorveglianza del predetto Istituto di credito che immortalavano le fattezze fisiche e  gli indumenti indossati dai malviventi intenti ad armeggiare presso il bancomat.  Altri video sono stati estrapolati dal sistema a circuito chiuso presente presso il pronto soccorso dell’Ospedale di Vasto grazie ai quali, nell’immediatezza, i Carabinieri sono riusciti ad individuare il veicolo “pulito” in uso agli autori del reato e ad estrarre le immagini di tutti gli occupanti del mezzo, impegnati ad accompagnare il complice in ospedale. La costante sinergia operativa avviata con i colleghi della Compagnia di Cerignola, permetteva quindi di rintracciare in terra pugliese il reale utilizzatore del veicolo  “pulito” il quale, sottoposto a perquisizione  veniva trovato  in possesso di alcune banconote da 50 euro macchiate da inchiostro azzurro, verosimilmente provenienti da altro analogo colpo, nonché dei documenti del complice ricoverato all’ospedale di Vasto ed anche di una pistola semiautomatica.  



Nell’autovettura in suo uso, invece, sono stati ritrovati anche guanti in stoffa e gomma  ed alcuni indumenti appartenenti all’amico ferito. L’ attenta analisi dei filmati acquisiti, nonché le dichiarazioni raccolte da alcuni importanti testimoni,  ha portato quindi i militari della Compagnia di Lanciano ad identificare con certezza tutti e tre i partecipanti al “raid”, riconosciuti sia per le fattezze fisiche che in seguito alla comparazione con gli indumenti indossati quella notte, rinvenuti a bordo dei due veicoli utilizzati. La Fiat Panda bianca utilizzata per la fuga, infatti, è stata rinvenuta  il giorno dopo  in territorio di Altino con importanti tracce ed elementi riconducibili agli autori del colpo. Alla luce di quanto raccolto dagli inquirenti, la Procura della Repubblica di Chieti, nella persona della D.sa PONZIANI ha avanzato richiesta di custodia cautelare nei confronti di GROSSI Carlo 32enne di Stornara (FG) (il ferito), RONDELLA Girolamo 35enne di Stornara (FG) e YERMANI Sabri 29enne di Orta Nova (FG) indagati,  in concorso tra loro, di fabbricazione e detenzione di materiale esplosivo e furto aggravato continuato. Il Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Chieti, concordando appieno le risultanze investigative prodotte dai militari operanti, ha emesso apposita ordinanza  di custodia cautelare per i tre indagati (1 in carcere e 2 ai domiciliari) riconoscendo la necessità di fronteggiare una grave e attuale pericolosità sociale dei soggetti, i quali potrebbero anche ricostituire il gruppo armato, sicuramente insìto in una organizzazione professionale  di mezzi finalizzata a raggiungere obiettivi remunerativi al costo di ingentissimi danni collaterali, ed evidenziando anche le allarmanti modalità della condotta che devono essere state necessariamente progettate da tutti i concorrenti, stante la cura dei dettagli (scelta obiettivo, orario, furto dell’auto, preparazione e piazzamento dell’esplosivo, fuga e cambio dell’automobile). Alle prime luci dell’alba di ieri 25 ottobre, i carabinieri della Compagnia di Lanciano, collaborati dai colleghi delle Compagnie di Foggia e Cerignola,  hanno dato esecuzione all’ordinanza che ha disposto la suddetta custodia cautelare nei confronti degli indagati. Al termine delle operazioni il GROSSI è stato tradotto presso il carcere di Foggia, mentre il RONDELLA e lo YERMANI sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Verifiche ed approfondimenti sono in corso da parte dei Carabinieri di Lanciano e del Comando Provinciale di Chieti al fine di individuare possibili collegamenti con altri colpi effettuati recentemente  nella  Provincia.





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U ribellion
30 giorni fa

Arresti in Abruzzo.
Arresti ad Ancona.
Andateglielo a dire a quello che in campagna elettorale gridava che i cerignolani erano tutti santi , tutti belli e che non c’erano malfattori in giro.
Andateglielo a dire con questi articoli in mano.

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