VIDEO | Assalti ai blindati, ora a Cerignola le forze dell’ordine scortano i portavalori

VIDEO | Assalti ai blindati, ora a Cerignola le forze dell'ordine scortano i portavalori

Come nel Far West, quando l’assalto alla diligenza mobilitava gli sceriffi, così anche a Cerignola – patria dell’assalto ai blindati- le forze dell’ordine devo scortare i portavalori presso gli istituti di credito. La foto, risalente a due settimane fa, inquadra al meglio quanto succede ormai quotidianamente nella città ofantina. Due automobili della Guardia di Finanza accompagnano un blindato portavalori presso la filiale di Viale Di Vittorio, un agente scende e indirizza il traffico durante le operazioni di consegna del denaro; dopo qualche minuto il portavalori è tra le due auto delle forze dell’ordine che scortano per evitare rapine e assalti, come già verificatosi negli anni passati.

È questa l’assurda normalità di Cerignola, dove la criminalità organizzata ha fatto delle rapine ai blindati il suo core business insieme allo spaccio di stupefacenti. Un marchio di fabbrica che ha reso nota l’intera area in ogni angolo di Italia. Insieme ai gruppi baresi, infatti, i cerignolani hanno letteralmente inventato l’assalto ai blindati utilizzando tecniche paramilitari.

Strada chiodata, automezzi incendiati per sbarrare la strada e isolare il portavalori, kalashnikov e armi per “convincere” i vigilantes ad arrestare la corsa, e poi auto di grossa cilindrata, rigorosamente rubate, per guadagnare la fuga col bottino a folle velocità. Un sistema quasi impeccabile, di certo esportabile: ogni qualvolta in una qualsiasi parte di Italia un blindato viene assaltato in maniera così teatrale, il pensiero torna subito a Cerignola. Non a caso definita anni fa l’Università del Crimine.

Che sia in città o in autostrada, la tecnica non cambia: l’anno scorso furono tre gli assalti registrati in un solo mese. Tutti falliti, alcuni in maniera rocambolesca, con l’intervento delle forze dell’ordine che, passando in quel tratto di autostrada mentre erano diretti al nord, riuscirono a sventare la rapina all’ultimo momento. C’è una vera e propria filiera per gli assalti ai blindati. Dalle armi, alcune depositate nei garage di insospettabili, alle auto rubate; dai mezzi pesanti da dare alle fiamme ai basisti: il meccanismo che regola che gli assalti è preciso e con pochi margini di errori.

A dicembre 2008 a Catanzaro un commando cerignolano riuscì nel colpo della vita, con un bottino da 8 milioni di euro. Nel 2015 un altro commando riuscì a isolare l’intero Villaggio Artigiani a Foggia per assaltare il caveau della NP Service: un colpo non riuscito solo per l’opposizione dei vigilantes, con tanto di conflitto a fuoco, ma le scene da film lasciarono sbigottiti per il clamoroso tentativo di portare via i risparmi per valori milionari. Per quell’assalto i 13 arrestati furono assolti.



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