Covid, aperture dal 26 aprile “ma così rischiamo di giocarci l’estate”

Covid, aperture dal 26 aprile "ma così rischiamo di giocarci l'estate"

Le riaperture dal 26 aprile, almeno per le attività all’aria aperta, destano qualche preoccupazione soprattutto perché esiste il rischio, concreto, di far saltare i piani estivi: “Se non osserviamo scrupolosamente i comportamenti ci giochiamo l’estate perché il rischio ragionato delle riaperture viaggia sul filo del rasoio“, twitta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che dal 1996 promuove l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni politiche, manageriali, professionali che riguardano la salute delle persone.

“E’ vero che i nuovi casi si stanno progressivamente riducendo, ma abbiamo mezzo milione di casi positivi ed è un numero sotto stimato. Sul versante ospedaliero, i ricoveri stanno scendendo, si sono ridotti quasi del 20% in 11 giorni, però in area critica e in terapia intensiva la discesa è più lenta e abbiamo ancora regioni che sono oltre la soglia critica. Dobbiamo essere consapevoli che le riaperture stanno avvenendo sul filo del rasoio. Almeno per le prossime tre settimane avremo una riduzione dei nuovi casi e delle ospedalizzazioni. Poi però quando torneremo al colore giallo, se da un lato ci può essere un pizzico di ottimismo per l’arrivo della stagione estiva, è altrettanto chiaro che aumentando i contatti sociali si rischia di far risalire la curva”, osserva Cartabellotta.

Infatti, “con questo numero di positivi, immaginare di arrivare in poco tempo alla soglia di 50 casi per 100mila abitanti come incidenza settimanale è sostanzialmente impossibile. Sicuramente entro la metà di giugno riusciremo a mettere in sicurezza anziani e fragili, ma questo avrà un aspetto prevalente sulle ospedalizzazioni, non sulla circolazione del virus. Quello del governo è stato anche un gesto di fiducia nei confronti degli italiani, l’importante è sottolineare che non è un liberi tutti”, conclude il presidente della fondazione Gimbe.

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CLAUDIO
3 mesi fa

Ma se abbiamo messo l’Italia in mano ad un banchiere di che cosa stiamo parlando?

Cittadino
3 mesi fa
Reply to  CLAUDIO

A chi dovevano darla al cazzaro Salvini che quello che dice la mattina lo smentisce la sera? O la populista Meloni che dal divano di casa detta l’agenda sua senza aver contribuito a nulla? E facile stare all’opposizione e fare il cucù più difficile e risolverli. Ci siamo dimenticati che all’inizio della pandemia in Italia non c’era neanche una mascherina o tutto il resto. Oggi abbiamo la fenomena che tutta impellicciata a 20 mila euro al mese e senza sporcarsi le mani nel fare , da lezioni a tutti! Chi si da da fare ha probabilità di sbagliare chi non… Leggi il resto »

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