L’allarme dalla Rianimazione: “Ospedali al collasso, adesso si muore in casa”

Il record di positivi al Coronavirus in Puglia – ieri 2369 nuovi casi- si traduce in una pressione senza precedenti negli ospedali pugliesi, che a stento riescono a contenere l’onda d’urto dei ricoveri, tanto che “i posti letto sono insufficienti”. A riferirlo in un’intervista a Repubblica è Gilda Cinnella, primario di Rianimazione degli Ospedali Riuniti di Foggia.

“In questa terza ondata le richieste di soccorso che arrivano al 118 sono elevatissime e i posti letto Covid sono diventati insufficienti. Abbiamo i pronto soccorso e i reparti pieni in tutta la regione. Accade così che soltanto i pazienti molto gravi possano essere portati in ospedale, mentre una alta percentuale di pazienti viene lasciato a casa dal 118”, dice Cinnella.

“Noi medici – aggiunge – stiamo reggendo soltanto per senso del dovere”. In difficoltà soprattutto le province di Bari e di Brindisi, mentre per Foggia la situazione “la pressione sul sistema ospedaliero è leggermente meno forte di quello che è successo a novembre”, anche se “la situazione cambia in continuazione”.

“Alcuni colleghi cominciano ad avere crolli psicologici”, svela Cinnella dei Riuniti. “Adesso arrivano ammalati in condizioni anche serie che hanno trent’anni. un’alta percentuale di pazienti viene lasciata a casa. Si tratta di pazienti che al momento del soccorso da parte del 118 sono abbastanza stabili, ma che avrebbero necessità di cure che a domicilio è difficile assicurare. E purtroppo si aggravano e arrivano in ospedale in condizioni peggiori”, conclude Cinnella.  

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