Gli interessi della mafia di Cerignola in Italia e all’estero

Gli interessi della mafia di Cerignola in Italia e all'estero

Un salto di qualità, la mafia degli affari che si evolve e si ramifica. L’ultima fotografia scattata dalla DIA consegna una nuova chiave di lettura sulla mala cerignolana, capace di infiltrarsi non solo nelle amministrazioni comunali – il recente scioglimento dell’amministrazione ne è conferma – ma anche nel tessuto economico di realtà al di fuori dei confini territoriali.

Cerignolani affiliati ai clan in grado di fare affari laddove siedono anche Camorra e Ndrangheta. È il caso dell’Emilia Romagna, dove la DIA individua interessi economici da capogiro di esponenti legati al gruppo di comando cerignolano. Il 22 luglio 2019, nell’ambito dell’inchiesta “Malavigna”, conseguita ad indagini della DIA di Bologna, il GUP del Tribunale di Ravenna ha condannato 7 imputati ad oltre 32 anni di reclusione, per associazione finalizzata alla frode fiscale, al riciclaggio, all’autoriciclaggio e al trasferimento fraudolento di valori, disponendo la confisca di beni immobili e mobili per un valore complessivo di circa 57 milioni di euro. L’indagine aveva riguardato un flusso di denaro d’illecita provenienza pervenuto a un’impresa vitivinicola di Ravenna, la quale provvedeva alla ripulitura del contante, effettuando pagamenti per fatturazioni relative alla fornitura di beni mai eseguita, per un importo complessivo di alcuni milioni di euro.

È composita la natura degli interessi. “In Basilicata – spiega la DIA-  la criminalità pugliese, oltre che nei traffici di droga, mantiene un ruolo centrale anche nei reati di natura predatoria come confermato da un’articolata inchiesta nel cui ambito sono stati tratti in arresto cinque cerignolani ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del furto aggravato di numerosi autoveicoli nel territorio del Vulture-Melfese. Tra gli indagati spiccano le figure di due pregiudicati, padre e figlio, già coinvolti in inchieste analoghe”.

Un altro indotto per il serbatoio della criminalità è rappresentato dalla ricettazione: ed è qui che il traffico di veicoli arriva perfino in Abruzzo o nelle Marche: “Sono state inoltre accertate presenze di soggetti collegati alla criminalità organizzata pugliese, principalmente provenienti dalla provincia di Foggia, i quali attraverso il c.d. “pendolarismo criminale” sono risultati coinvolti nel traffico e spaccio di droga, nonché nella reiterata commissione di reati predatori. Tale assunto ha trovato conferma il 13 gennaio 2020 con l’esecuzione da parte dei Carabinieri di un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso190 nei confronti di  7 pugliesi, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata ai furti di auto, ricettazione e riciclaggio. I veicoli prelevati in Abruzzo e nelle Marche mediante la sostituzione della centralina originale con una modificata, venivano in seguito condotti a Cerignola (FG) per essere smistati tra i ricettatori locali”.

La mala cerignolana intesse rapporti anche con le criminalità straniere: “Sempre sul versante del contrasto al narcotraffico sviluppato in Puglia da consorterie multietniche, con forte componente albanese, si evidenzia che il 17 gennaio 2020 la Polizia di Stato, a Bari, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare49 nei confronti di n. 22 soggetti italiani ed albanesi, ritenuti responsabili di associazione per delinquere transnazionale finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e di detenzione di armi. Le indagini hanno consentito di documentare l’esistenza di due distinte organizzazioni armate aventi come punto di collegamento un albanese. Questi costituiva la figura apicale di uno dei sodalizi, composto perlopiù da connazionali, che vantava legami con l’Albania, la Macedonia, il Belgio e l’Olanda ed effettuava transazioni di importanti quantitativi di droga da immettere sul mercato italiano, provvedendo anche ad approvvigionare il gruppo attivo nella zona di Andria e Barletta formato da italiani vicini ai clan di Cerignola (FG)”.

“La contiguità della Regione Abruzzo con la Puglia, in particolar modo con la provincia di Foggia, favorisce l’operatività della criminalità di matrice pugliese, specie cerignolana, nella consumazione di reati predatori, mentre i sodalizi garganici e sanseverini sono, per lo più, dediti a traffici di stupefacenti. Infatti, Il 12 ottobre 2018, ad esempio, con l’operazione “Kuga” è stato disarticolato un sodalizio criminale facente capo a 2 giovani pregiudicati di Cerignola (FG), dedito a furti di autovetture di grossa cilindrata, commessi con cadenza settimanale lungo tutta la costa adriatica (Molise, Abruzzo, Marche ed Emilia Romagna). Nella Regione sono importanti i collegamenti tra i gruppi criminali cerignolani e quelli baresi. Ma anche rapporti con clan albanesi, per reperimento della droga, o traffici con Macedonia e Olanda. La mala cerignolana dimostra di essere sempre di più mafia degli affari.

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