Coronavirus, in Puglia ancora “rischio alto”: indice RT a 0.91

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La circolazione dell’epidemia nelle Regioni non cresce nella settimana presa in considerazione dalla Cabina di regia nel suo periodico monitoraggio e così potenzialmente tutte le Regioni questa settimana hanno dati da zona gialla. Fanno eccezione Provincia di Bolzano, Umbria (che hanno un Rt sopra 1) e Puglia (che ha il rischio alto).

Questo infatti l’RT: Abruzzo 0,99 (0,93-1,05), Basilicata 0,63 (0,48-0,8), Calabria 0,81 (0,74-0,89), Campania 0,78 (0,71-0,85), Emilia – Romagna 0,83 (0,81-0,85), Friuli 0,83 (1,03-0,99), Lazio 0,8 (0,77-0,82), Liguria 0,95 (0,89-1), Lombardia 0,94 (0,89-0,98), Marche 0,95 (0,86-1,05), Molise 0,9 (0,65-1,19), Piemonte 0,78 (0,74-0,81), Provincia Bolzano 1,06 (1-1,13), Provincia Trento 0,61 (0,55-0,67), Puglia 0,91 (0,88-0,93), Sardegna 0,75 (0,69-0,81), Sicilia 0,73 (0,7-0,75), Toscana 0,98 (0,93-1,03), Umbria 1,18 (1,11-1,25), Val d’Aosta 0,85 (0,67-1,03), Veneto 0,63 (0,61-0,65).

“L’incidenza a livello nazionale si mantiene sopra il valore di 130 casi per 100.000 abitanti nei 7 giorni e, in almeno uno dei flussi del ministero e dell’Istituto superiore di sanità, 13 regioni evidenziano un trend di casi in aumento.La trasmissibilità, sebbene in media simile alla scorsa rilevazione, presenta questa settimana un range che arriva a superare 1 nel suo valore superiore”. Gli esperti – riporta Repubblica- osservano “un lieve generale peggioramento della epidemia con un aumento nel numero di regioni classificate a rischio alto (3 contro 1) e con la riduzione delle regioni a rischio basso in questa settimana (7 contro 10) in un contesto preoccupante per il riscontro di varianti virali di interesse per la sanità pubblica in molteplici regioni italiane che possono portare ad un rapido incremento dell’incidenza”.

Secondo la Cabina di regia siamo in una fase delicata dell’epidemia. Ci sono iniziali segnali di controtendenza “che potrebbero preludere ad un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero rigorosamente messe in atto adeguate misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale”. Ci sono zone del Paese dove con un rapido aumento dei contagi potrebbe esserci un sovraccarico dei servizi sanitari, si legge su Repubblica.

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