Dalessandro: “Vaccino sicuro, i medici No-Vax dovrebbero cambiare mestiere”

Dalessandro: "Vaccino sicuro, i medici che non lo fanno dovrebbero cambiare mestiere"




“E’ un gesto che dobbiamo a tutte le persone morte per Coronavirus. Ho aderito senza esitazione, dopo essermi informato a ver letto pareri scientifici e medici. Sto bene e tra ventuno giorni ci sarà il secondo tempo”. Rocco Dalessandro è stato il primo cerignolano a effettuare il vaccino Pfizer Biontech somministrato dalla Asl di Foggia, nella giornata del 27 dicembre, a sessanta tra medici e infermieri della Capitanata. Due settimane fa la Regione Puglia ha dato avvio alla campagna di adesioni per il personale medico ed infermieristico, in modo tale da programmare e organizzare la prima tranche di vaccinazioni.

I numeri degli addetti ai lavori pronti a farsi vaccinare, però, non sono stati incoraggianti: “E’ intollerabile una cosa del genere, anche perché i miei colleghi medici hanno tutti gli strumenti per capire il processo che ha portato alla creazione di questi vaccini. Tra l’altro – prosegue Dalessandro – viene fuori un messaggio che non è affatto positivo in questo periodo di pandemia. Noi medici abbiamo l’obbligo, quantomeno morale, di dare l’esempio ai nostri pazienti, perché fare il medico non è un mestiere come un altro”.





Così la truppa di vaccinati, il 27 dicembre, ha affollato i quattro punti designati in provincia di Foggia: da San Marco in Lamis a Foggia, passando per San Giovanni Rotondo, i primi sessanta operatori della salute hanno effettuato il vaccino intorno a mezzogiorno. “Abbiamo compilato un modulo e tra ventuno giorni ritorneremo a farlo”. Il clima di titubanza e di informazioni più o meno affidabili sulla cura rappresentano un grande problema per la “vaccinazione di massa”: “Certo, chi ha avuto reazioni allergiche deve fare attenzione, ma leggiamo tante fakenews ormai. Ed è per questo che la bassa percentuale di medici che ha aderito mi ha sorpreso, e molto: se un medico ha tutte queste riserve sul vaccino, allora non deve fare il medico”, incalza il cardiologo cerignolano, “anche perché non è un atto di fiducia, noi sappiamo cosa facciamo e cosa assumiamo”.

“Mi auguro che la gente acquisisca fiducia, questa è una pandemia nuova e l’unico strumento per batterla è il vaccino. Sono state effettuate 41mila valutazioni precedenti, per gli altri vaccini le sperimentazioni sono state di gran lunga più basse. C’è tutto per essere tranquilli. Il mio appello è di vaccinarsi, solo così potremo uscire da questo momento che non ha precedenti nella storia contemporanea”, chiosa Dalessandro. Adesso, per i sessanta volontari che hanno aderito alla campagna vaccinale, ci sarà da aspettare ulteriori ventuno giorni per concludere il processo con un secondo “richiamo” che donerà l’immunità al virus. 

Michele Cirulli





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