Dalla Puglia partiranno i voli italiani per lo spazio

In Puglia lo 'spazioporto' nazionale: da Grottaglie partiranno i voli dallo spazio




In Puglia lo ‘spazioporto’ nazionale: da Grottaglie partiranno i voli dallo spazio. Via libera dell’Enac. “Passaggio essenziale per consentire all’Italia di realizzare un accesso autonomo allo spazio, in attuazione delle strategie governative in materia di space economy”.

L’aeroporto ‘Marcello Arlotta’ di Grottaglie (Taranto) diviene a tutti gli effetti il primo spazioporto italiano. Lo comunica Aeroporti di Puglia, precisando che il via libera è stato dato il 21 ottobre scorso, durante l’ultimo Consiglio di Amministrazione dell’Enac, che ha approvato il “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli spazioporti”.

Con l’adozione del Regolamento, quindi, prende il via il processo che consentirà di utilizzare l’aeroporto di Taranto-Grottaglie anche come spazioporto nazionale, secondo quanto prescritto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con decreto n. 250 del 2019, e arricchire l’offerta infrastrutturale nazionale nell’ottica di una strategia di sviluppo dell’intero sistema dell’aviazione.





Le fasi salienti che hanno condotto a questo risultato hanno origine nel 2017, quando a giugno, presso la Casa dell’aviatore dell’Aeronautica Militare è siglato un accordo di cooperazione tra l’americana FAA (Federal Aviation Administration), ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e ASI (Agenzia Spaziale Italiana) che tracciava le linee guida sul “Commercial Space Transportation”. A dicembre dello stesso anno, un accordo tra l’ Altec di Torino (società partecipata da ASI e Thales Alenia Space) e la Virgin Galactic di Richard Branson avviava il processo collaborazione tra privati per la commercializzazione dei voli suborbitali.

Ma è nel 2018 che intorno allo spazioporto di Grottaglie si inseriscono ulteriori tasselli che preannunciano l’esigenza di una regolamentazione di quello che ne sarà l’utilizzo.

Questa volta è a Mola di Bari, in Puglia, sede della  SITAEL, dove Sir Richard Branson, fondatore del Gruppo Virgin, incontra il fondatore del Gruppo Angel, Vito Pertosa, per la firma di due accordi. In quella occasione SITAEL opziona l’uso del LauncherOne di Virgin Orbit, per il lancio di μHETsatprimo satellite al mondo di questo tipo con propulsione elettrica, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).





Sempre nello stesso anno, a seguito di una approfondita analisi dei potenziali siti, l’ENAC ha designato l’aeroporto di Taranto-Grottaglie come futuro spazioporto italiano per le attività di Virgin Galactic, che vanta ad oggi oltre 600 biglietti di voli spaziali già venduti al prezzo di 250.000 dollari ciascuno.

Il sistema di volo spaziale Virgin Galactic, in particolare lo spazioplano riutilizzabile lo Space Ship Two ed il suo velivolo vettore, WhiteKnight Two, è solo una delle diverse opportunità che si offrono allo scalo di Taranto Grottaglie quale spazioporto. Saranno, infatti, possibili voli sperimentali suborbitali, addestramento astronauti e piloti, scopi didattici, ma anche un sistema di lancio per piccoli satelliti in orbita bassa.





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