Cervelloni ai tempi del Coronavirus: premiati i ‘centisti’ a Stornara

Cervelloni ai tempi del Coronavirus: premiati i 'centisti' a Stornara

“…Quei gabbiani che non hanno una meta ideale e che viaggiano solo per viaggiare, non arrivano da nessuna parte, e vanno piano. Quelli invece che aspirano alla perfezione, anche senza intraprendere alcun viaggio, arrivano dovunque, e in un baleno.

Questa frase è tratta dal Il Gabbiano Jonathan di Bach, il quale raffigura attraverso i gabbiani una metafora molto forte, ossia tutte quelle persone stanche, grigie, opache, spente che si arrendono di fronte all’ovvietà della vita. Dinanzi ad una vita stantia e scevra di emozioni. Poi ci sono quei gabbiani che invece ricercano la perfezione, hanno fame e sete di conoscenza. Ed è quella fame e sete che hanno avuto i ragazzi che sono stati premiati durante la cerimonia di premiazione delle eccellenze e dei centisti svoltasi ieri sera, davanti alla piazza di fronte il Comune del paese.

Chi sono i centisti e le eccellenze? I centisti sono coloro che hanno avuto cento durante gli esami di maturità (quest’anno un po’ atipici) mentre le eccellenze sono coloro che hanno raggiunto il massimo dei voti durante gli esami di terza media.





Quest’anno Stornara ha partorito ben 14 eccellenze e ben 8 centisti, frutto di un impegno proficuo e costante (e non di voti gonfiati come qualcuno potrebbe pensare visto il periodo), dei ragazzi, dei docenti e dei genitori, quest’ultimi hanno sempre sostenuto i loro figli, nonostante le difficoltà di questi mesi (sia di natura digitale come ad esempio problemi di connessione sia anche di natura psicologica). Nonostante le problematicità di queste settimane, così burrascose, così tumultuose a causa della pandemia da Covid- 19 che ci ha resi così fragili, così umani, così deboli dinanzi alla brutalità di questo virus, malgrado ciò questi ragazzi hanno saputo affrontare, con umiltà, con coraggio, con impegno, con dedizione, tirando fuori davvero le loro competenze e le loro conoscenze digitali, gli ostacoli che li hanno condotti alla Maturità e alla licenza media ambendo a traguardi sempre maggiori.

La consegna dei premi è stata magistralmente guidata dalla vicesindaca nonché assessore alla Cultura, alla Pubblica Istruzione e allo Spettacolo Brigida Andreano, la quale ha voluto fortemente quest’evento, anche per essere ancora più vicina come amministrazione comunale a tutti quei ragazzi che quest’anno hanno vissuto questi esami “particolari” con uno stato d’animo del tutto nuovo. 

La cerimonia ha visto protagonista anche la musica, attraverso la partecipazione straordinaria di Daniele Sardone, docente di musica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, il quale ha suonato alla chitarra tre suoi brani inediti legati da un unico fil de rouge, ossia la Nostalgia. Un tema ricorrente soprattutto nelle ultime settimane quando sembrava che tutto fosse finito. Quel sentimento che richiamava attimi di memoria di emozioni passate che sembravano non ritornare più ed invece adesso sono più forti che mai. Oltre la musica, sul palco si sono alternate anche varie figure istituzionali tra le quali la presidente dell’associazione La Voce delle Donne Maria Solomita, la vicaria dell’istituto comprensivo Giovanni Paolo I, Concetta Giovine, la vicaria dell’istituto Olivetti che ha sede sia a Stornara, sia ad Ortanova che a Carapelle.





Tuttavia, si è parlato di premiazione, di musica, eppure il personaggio principale della serata è stata la Gioia. La Gioia di riabbracciarsi, di condividere con i propri compagni di classe, di istituto quelle emozioni che si erano fermate al 3 Marzo. A quel giorno “maledetto” nel quale tutti i ragazzi furono costretti a rimanere a casa per colpa di un virus che attaccava soltanto i più anziani, o almeno era quello a cui si voleva credere, visto che oggi attacca indistintamente grandi e piccoli, senza distinzione. In attesa di ritornare alla normalità.

La caparbietà, la tenacia e l’ostinazione di questi ragazzi sono vere e proprie testimonianze che ci rammentano che non dobbiamo mai mollare.

Sono modelli di speranza. Dobbiamo imparare a volare in alto. A non arrenderci.  A non smettere di inseguire i nostri sogni. Cadremo, probabilmente. Ci rialzeremo, sicuramente. Senza perdere di vista i nostri sogni e le nostre speranze. 

Salvatore Cuccia





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