L’appello del PD: “Riaprire l’ospedale Tatarella”

L'appello del PD: "Riaprire l'ospedale Tatarella"

“Grazie all’efficace campagna di prevenzione messa in atto dal Governo nazionale e dal Governo regionale, i contagi si sono ridotti, ma permane un concreto rischio di contaminazione all’interno delle strutture sanitarie a causa delle possibili positività di soggetti asintomatici. È tuttavia fondamentale garantire le attività di diagnostica e di prevenzione per tutti i soggetti con patologie croniche che, in questi due mesi, non hanno potuto effettuare le necessarie cure a causa del lockdown”.

Queste sono le parole per la richiesta rivolta al Direttore Generale dell’ASL Foggia, Vito Piazzolla, per la riapertura delle prestazioni sanitarie non urgenti del Presidio Ospedaliero Tatarella da parte della Segretaria del Partito Democratico di Cerignola, Sabina Ditommaso.   





Le condizioni

“Da rilevazioni compiute, esistono le condizioni di sicurezza che consentono la possibile riapertura del Presidio Ospedaliero G. Tatarella alle prestazioni non urgenti già da lunedì 25 maggio, fermi restando l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale per tutti gli operatori sanitari e il pieno rispetto della normativa nazionale in merito al distanziamento sociale”.

I tamponi

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha preso atto che, per ridurre il rischio di contagio, occorre aumentare il numero dei test in quanto la possibilità che vi siano numerosi positivi non sintomatici o paucisintomatici in grado di contagiare risulta essere sempre concreta. Per questo motivo, il Partito Democratico di Cerignola ha rivolto un pressante appello al Direttore Generale della ASL di Foggia, il dottor Vito Piazzolla, affinché il personale sanitario tutto, a cominciare da quello in servizio nei reparti più a rischio, venga sottoposto a test diagnostici e/o tampone nasofaringeo, in quanto è risaputo che gli operatori sanitari possano costituire il maggior veicolo di infezione se non individuati ed isolati per tempo”.





“Si tratta di una richiesta dettata dal desiderio di tutelare la collettività. La guerra al Coronavirus è destinata a durare ancora a lungo e siamo certi che il dottor Piazzolla risponderà in maniera celere così da consentire al personale sanitario di lavorare e ai pazienti di accedere alle cure nella massima sicurezza”, conclude Ditommaso.





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