CoVid-19: in arrivo il picco, ma per la Capitanata la situazione potrebbe peggiorare



Secondo il governo il picco dei contagi da Coronavirus sarà toccato il 18 marzo, poi vi sarà una lenta e graduale discesa fino a fine aprile. È questo quanto riportato all’interno della bozza del decreto atteso in consiglio dei ministri. Secondo la relazione tecnica saranno circa 92mila i contagiati totali, mentre in quarantena ci finiranno circa in 360mila (per ogni contagiato, infatti, si stimano 4 persone in quarantena). Tutto dipenderà dall’impatto delle misure che dovrebbero rallentare la diffusione del CoVid-19 e che avranno effetto dopo 7-10 giorni dall’entrata in vigore: per questo gli esperti attestano al 18 marzo il picco totale, poi la “quarantena” di tutte le Regioni italiane dovrebbe mostrare i primi frutti con una progressiva riduzione dei casi. Fino alla scomaprsa, o quasi, data secondo il Governo dal 22 aprile in poi.



I prossimi, però, saranno giorni di fuoco con casi praticamente raddoppiati nelle prossime ore: le prime avvisaglie, infatti, soprattutto in Puglia, non mancano. Basti pensare che il 13 marzo erano 108 i contagiati nella regione, mentre ieri la Regione ha diffuso l’ultimo dato aggiornato che si attesta a 150 casi risultati positivi. Dunque, diventa assolutamente improrogabile rispettare pedissequamente le norme imposte dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri: ridurre le uscite, se non per casi di comprovata necessità è il miglior antidoto al diffondersi del CoVid-19. Ma con l’ondata di nuovi arrivi dal Nord, ancora da quantificare (seppur minori rispetto a quelli della settimana scorsa), la situazione può precipatare e far dilatare i tempi di “guarigione”. Perchè le ferite dell’irresponsabile fuga dal nord della prossima settimana le sconteremo in queste ore.


“È verosimile aspettarci casi in questo weekend – ha commentato Silvio Brusaferro dell’Istituto superiore di sanità (Iss) – in parte come effetto dei comportamenti assunti lo scorso fine settimana”. Il riferimento è all’ondata di pendolari ritornati in massa nel Mezzogiorno: un comportamento, questo, che avrà effetti in queste ore (così come anche la seconda ondata avrà effetti nel prossimo weekend). “L’incubazione è tra 4 e 7 giorni: abbiamo visto folle assembrate al mare o in stazioni sciistiche o in mega aperitivi, luoghi dove probabilmente il virus ha circolato. Una parte di quelle persone nei prossimi giorni probabilmente mostrerà una sintomatologia. È un’ipotesi, vedremo le curve, speriamo di essere smentiti dai fatti”, osserva Brusaferro.

Situazione della Puglia al 14 marzo 2020

Ricoverati con sintomi77
Terapia intensiva2
Totale ospedalizzati79
Isolamento domiciliare42
Attualmente positivi121
Nuovi attualmente positivi23
Dimessi guariti (in attesa conferma ISS)3
Deceduti5
Casi Totali129
Tamponi1.449



Dunque, la seconda ondata migratoria “di rientro” potrebbe fare molto male alla Puglia, che nel sud, insieme alla Campania, è tra le più contagiate. In Capitanata, seconda solo alla provincia di Bari, vi sono 34 casi accertati dal Ministero della Salute. Insorge il presidente Michele Emiliano alla notizia del rientro dei pugliesi dal settentrione: “Fatto sta che ci state portando tanti altri focolai di contagio che avremmo potuto evitare.
In pochi giorni migliaia e migliaia di persone hanno fatto rientro in Puglia aggravando la nostra già drammatica situazione. Vi ricordo- aggiunge Emiliano- che appena arrivate dovete richiudervi in casa e che dovete stare lontani da genitori, fratelli, nipoti, amici, nonni e malati che rischiano di morire se contagiati. Dovrete rimanere in casa almeno per altri 14 giorni e comunque per tutto il tempo di durata del decreto del Presidente del Consiglio”.



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Cittadino
8 mesi fa

Ma secondo Voi un’imbecille che sapendo il rischio al quale mette i propri cari rientrando dalle zone rosse, avrà la delicatezza di mettersi in quarantena totale ed isolato ?
Per me NO.

Boh
8 mesi fa
Reply to  Cittadino

A prescindere dall’apostrofo fuori luogo, concordo pienamente. Ma i parenti che fanno?

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