L’ultimo pasticcio di Metta: villa senza gara, ora è chiusa


“Chiuso per sciopero”. Questo il messaggio che martedì mattina, a poche ore dallo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Cerignola, è apparso sulla porta di ingresso della villa comunale. E ieri mattina una delegazione della società che si occupa della gestione del parco comunale ha incontrato il commissario Adriana Sabato per chiedere spiegazioni rispetto al futuro dei lavoratori. Il contratto di gestione è infatti scaduto lunedì e l’amministrazione uscente, pur avendone facoltà, non avrebbe predisposto alcun bando per l’affidamento dei servizi.



Nel frattempo la villa comunale è rimasta chiusa e sono state diverse le proteste da parte dei cittadini, arrivati sul posto trovando i cancelli serrati. Nella giornata di martedì, poi, il cartello “Chiuso per sciopero” è stato rimosso dopo qualche minuto e la villa ha riaperto i battenti; ieri, invece, no. Ed ancora una volta il parco pubblico ubicato nel cuore di Cerignola è al centro di polemiche e della cronaca. I vecchi gestori, come si ricorderà, nel 2017 furono raggiunti da interdittiva antimafia e da allora la gestione della villa comunale è passata nelle mani di un’altra società, anch’essa raggiunta da interdittiva nel 2019, fino al passaggio all’ultimo soggetto che ieri ha chiuso le porte di ingresso del parco.    



“Pur non sapendo la natura di tale gesto e comprendendo le paure dei lavoratori delle cooperative che ne hanno la gestione, chiedo loro di aver fiducia nelle istituzioni. Non rendetevi strumento di rivalsa di qualcuno ma contribuite al buon lavoro che i rappresentati dello Stato dovranno fare in città, per la città. Dal mio punto di vista questo episodio conferma quello che sosteniamo da anni: certi beni pubblici non possono di fatto essere privatizzati”, ha commentato Tommaso Sgarro del PD.



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