Prefetto/Legalità VS Metta/Mafia/Ignavi: 2-0


Marchiodoc - Comune di Cerignola
Marchiodoc – Comune di Cerignola

IL PUNTO | Almeno da un punto di vista cronologico, il comizio di Franco Metta – farcito di complottismo e attacchi a Prefettura, Forze dell’ordine e Magistratura – ha sortito un unico effetto: il Prefetto Raffaele Grassi ha deciso di anticipare l’invio della commissione che dovrà prendere il timone a Palazzo di Città fino al 2021.

Una pratica insolita, seppur non isolata nel corso della storia degli enti locali italiani, che rimarca quanto sia grave la situazione nell’amministrazione gestita da Metta&Co, che in questi giorni si sono comportati come se lo scioglimento – già deliberato dal Consiglio dei Ministri – non fosse mai avvenuto. È un segnale forte, quello del Prefetto di Foggia, che a Cerignola manda gli uomini migliori dello Stato con un curriculum che riduce a semplici macchiette tutti i gli appassionati di congiure misteriose.


Non è, però, soltanto un richiamo, ma una presa di coscienza puntuale sulla “urgente necessità” di bonificare quanto Metta ha contribuito a costruire con la mafia che gli ha teso la mano (o viceversa). Perché è la mafia che ha condizionato il governo cittadino, secondo il Ministero dell’Interno, non Metta. A volerci vedere chiaro sono stati due ministri, di opposte e diversissime fazioni: Matteo Salvini della Lega, che a gennaio scorso ha inviato la commissione d’accesso agli atti; Luciana Lamorgese del PD, che ha decretato la fine dell’esperienza dei clan a Palazzo di Città.

Se la città è divisa tra chi saluta con favore l’intervento dello Stato, giunto nella città di Di Vittorio a combattere la mafia (e chi l’ha agevolata), e chi invece si manifesta già nostalgico rispetto ai condizionamenti della malavita, il Prefetto Grassi ha fatto capire a chiare lettere che la via da seguire è soltanto una: la legalità. Il resto semplicemente non esiste e nemmeno piccole rappresaglie e manifestazioni estemporanee possono far dirottare dall’intendimento di riportare la città – o almeno provarci – alla normalità.

Si registrano i silenzi degli ignavi, quelli che Dante raffigurerebbe nudi nell’Antinferno mentre vengono punti da vespe che succhiano loro il sangue, poiché ritenuti nemmeno all’ altezza di godere della gioia misericordiosa del Paradiso o dell’atroce sofferenza dell’Inferno. Nessuna parola da parte del vescovo mons. Luigi Renna, che al contrario della buona prassi istituzionale non ha inteso né augurare pubblicamente buon lavoro alla commissione appena insediatasi, né spendere parole nette contro la malavita organizzata. Ha scelto di non scegliere ed in questo gesto ha nei fatti preso le distanze dalla realtà: perché il condizionamento mafioso della giunta Metta è reale, scritto nero su bianco, in lingua italiana.


Renna ha perfino messo da parte il bon ton istituzionale, quello dietro cui si è rifugiato quando qualcuno, in Curia, gli ha chiesto se fosse proprio necessario farsi vedere ad ogni manifestazione insieme a quegli amministratori – da Pezzano a Metta o a Dercole – che erano finiti nell’occhio del ciclone con accuse pesantissime. Nessun augurio pubblico ai commissari Postiglione, Albertini e Sabato, a cui invece una fetta della città ha tributato il giusto auspicio di buon lavoro. Prima che il quadro della Madonna di Ripalta tornasse al Santuario sull’Ofanto, il vescovo ha salutato pubblicamente i rappresentanti istituzionali (Metta con la fascia tricolore a poche ore dal commissariamento per mafia): invece per gli uomini dello Stato e della legalità nessuna cortesia pubblica. Non è il momento, dice.

Anche sugli ignavi, come su Metta e la mafia, è gravato come un macigno il peso del gesto del Prefetto Grassi, che per “urgente necessità” ha deciso di non aspettare la notifica del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, conscio di quanto sia grave la situazione a Cerignola, e ha tracciato una linea che nessuno, dai clown col pallino del complotto ai fans più sfegatati o a quella parte della Chiesa rimasta orfana, può cancellare. La legge è soltanto una: quella dello Stato. Non quella della mafia, non quella della collusione, non quella dell’opportunità politica, non quella del “sì, però”, non quella del doppiopesismo.

Chi non ne vorrà prendere atto sarà già fuori dalla storia. Dalla legalità lo è già da molto. Come disse l’ex questore Piernicola Silvis di fronte alla commissione parlamentare di inchiesta sulla criminalità, in Capitanata, rispetto ai clan, c’è una vera e propria guerra. Oggi, dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Cerignola, il Prefetto Grassi ha messo a segno il 2-0 con l’invio anticipato della commissione.

Michele Cirulli


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ferdinando
1 anno fa

non mi sento rappresentato da questo “vESCOVO” , bisognerebbe sciogliere per appoggi alla mafia anche la curia cerignolana e in primis il vescovo
AI CERIGNOLANI CREDENTI CATTOLICI VOGLIO DIRE “NELLE FUNZIONI RELIGIOSE PRESENZIATE DA COSTUI, DISERTATE”

Antonio
1 anno fa
Reply to  ferdinando

Ferdinando riposati

Pino
1 anno fa

Indagassero subito sui rapporti ex amministrazione-chiesa ! L’atteggiamento di quello che fino a prova contraria è niente di meno che il vescovo è inaccettabile.
Sbaglio o a sostegno della ex amministrazione c’era una lista chiamata “i cattolici” ? La mafia va sempre condannata in tutte le sedi. Chiesa compresa ,e ogni persona per bene di cerignola e non lo sa, altrimenti si è per bene solo a chiacchiere.
Dai che tutti i nodi vengono al pettine.
Eh eh eh.

Romolo
1 anno fa
Reply to  Pino

E infatti non fu questo vescovo a costituire o appoggiare quella lista. Le elezioni avvennero a giugno 2015, Renna arrivò a gennaio 2016.

Pino
1 anno fa
Reply to  Romolo

Perfetto, questo è chiarito, la responsabilità di quell’ “appoggio” è di altri.
E per le mancate parole dopo questo triste fatto?
I cittadini vogliono risposte

Al prosit
1 anno fa
Reply to  Pino

E soprattutto, se non parla ora quando ha intenzione di farlo!?!? Così giusto per capire e fare 2 conti

Legalina
1 anno fa

Un articolo ben dettagliato e veritiero in ogni parte. Non fazioso ma obiettivo. Auguriamo un sereno e buon lavoro ai commissari, nella speranza che la legalità sia ripristinata e che gli ingenui capiscano finalmente cosa è veramente accaduto.

Il boss
1 anno fa

Questo sindaco almeno o con la
Mafia o senza mafia ha dato luce a questa città…chi ne parla male è solo nu comunist crnout e cuntent

NEMESIS
1 anno fa
Reply to  Il boss

E tu sei un analfabeta funzionale. Se capisci che significa…

Il boss
1 anno fa
Reply to  NEMESIS

Ve t’appugg mbriacó

costante
1 anno fa
Reply to  Il boss

Bene . Allora domani proponiamo sindaco Matteo Messina Denaro.
Bast ca fc i cos bon !

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