Gilet arancioni a Cerignola: “Così muore la nostra economia”

La xylella, dal Salento, è alle porte di Bari; la gelata del 2018 ha tagliato l’80% della produzione olivicola cerignolana; i fondi del programma di sviluppo rurale sono bloccati e la riforma della PAC è in alto mare. Così i gilet arancioni, il movimento spontaneo che raggruppa tutti gli agricoltori pugliesi, si avvicina alla protesta di Roma passando da Cerignola.

Presso l’auditorium Manfredi dell’istituto tecnico agrario si sono presentati in oltre 200, tra sindacati, agricoltori e partiti politici, per sostenere le ragioni dei gilet arancioni. Con Andria e Cerignola ko a causa delle gelate dell’anno scorso, la produzione di extravergine d’olive su scala nazionale ha subito un decremento del 65%.

“Si sta sempre di più allargando il movimento spontaneo dei gilet arancioni, così viene fuori l’orgoglio degli agricoltori, degli uomini della terra che fino ad ora sono stati cementati, perché fino ad oggi non abbiamo ricevuto risposte. Abbiamo aspettato – commenta il conte Spagnoletti Zeuli, a capo del Movimento- ma la pazienza è finita, il tappo è saltato: siamo pronti a partire per Roma. Abbiamo invitato il ministro, ma non è arrivato; abbiamo aspettato il decreto, ma non è arrivato. Adesso basta, questo non è un problema che riguarda solo la produzione, ma anche sociale dei nostri paesi”.

“E’ un problema che riguarda tutti, perché qui, dal nord barese al foggiano, si produce l’olio di qualità. Siamo molto preoccupati. Gelata, Psr, PAC, Xylella riguardano il futuro delle nostre aziende e dei nostri prodotti”, aggiunge Spagnoletti Zeuli. A lanciare un ulteriore allarme è Onofrio Giuliano, referente dei gilet arancioni di Cerignola: “Le produzioni sono drasticamente calate, ma nei supermercati nessuno ha notato cambiamenti, nel senso che il nostro olio viene tranquillamente sostituito con quello estero, magari di minore qualità. Quindi, quella che ci stiamo giocando oggi è una partita fondamentale, perché ne va della sopravvivenza di un intero comparto e di un intero territorio che potrebbe essere rimpiazzato nel silenzio generale”.

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