Pippo Liscio candidato sindaco civico? “”Valuteremo…””

è animato il dibattito nel centrosinistra per le prossime competizioni elettorali. A partire dalle prossime elezioni europee, dove potrebbe provarci nuovamente l’eurodeputata Elena Gentile, fino alle amministrative del 2020, il tema è caldo. E verte soprattutto sulle alleanze, dopo che a livello provinciale il Partito Democratico e i civici (che in loco hanno sempre vissuto di forti contrasti) avrebbe rotto il patto sulla presidenza della Provincia.

La riproposizione in piccolo dell’alleanza PD-civici, a livello locale, è stata incarnata dalla segreteria locale e da Pippo Liscio, uomo dell’assessore regionale Leo Di Gioia e già  candidato alle scorse comunali nelle liste Emiliano che hanno sostenuto il PD e Sgarro sindaco. Più che una riedizione di un accordo, questa volta il “”civico”” Liscio potrebbe tentare la strada solitaria. Sempre più frequenti sono i rumors che lo darebbero in corsa per Palazzo di Città , proprio come il suo riferimento Di Gioia, che invece vorrebbe prendersi Foggia. Il tutto farebbe parte di un progetto pensato e scritto proprio dal governatore di Puglia, che potrebbe partire dagli enti locali per lanciare l’Emiliano-bis.

“”Adesso abbiamo altre priorità  ed altri appuntamenti a cui guardare, ma vedremo e valuteremo ogni opzione””, rimarca Pippo Liscio rispondendo alla domanda su una sua possibile candidatura a sindaco di Cerignola. Il suo nominativo, però, non sarebbe esclusivo appannaggio del centrosinistra. Tutt’altro. Perchà©, da ex Alleanza Nazionale, il suo nome potrebbe attirare ambienti variegati e trasversali. Una grana in più per il Partito Democratico di Cerignola, che non solo potrebbe perdere un partner, ma potrebbe addirittura ritrovarselo contro. In via Mameli, infatti, il ragionamento politico è ancora incardinato sul congresso cittadino di ottobre 2017 e le lacerazioni sembrano non rimarginarsi, anzi.
Nel frattempo la scarsa incisività  a livello consiliare favorisce la nascita di nuovi centri di aggregazione del consenso che, se non si riconoscono in Metta, abbandonano comunque il centrosinistra. Tommaso Sgarro, che non ha mai nascosto la volontà  di voler ricandidarsi a sindaco, sulla falsariga di Renzi potrebbe pensare ad una fuga solitaria approfittando dei comitati civici voluti dall’ex premier; Sabina Ditommaso invece potrebbe scegliere il futuro candidato sindaco tra i reduci della scorsa campagna elettorale o dalla società  civile. In ogni caso, il frazionamento della coalizione dopo la sconfitta del 2015 è un dato di fatto che avvantaggia il sindaco Metta ed il centrodestra, che ancora rimane alla finestra perdendo scientificamente ogni match point con l’attuale amministrazione.
Michele Cirulli

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