Scandalo hot, Renna: “”Pronto a scusarmi a fine indagine””

Si dice pronto a chiedere scusa, ma quando il procedimento sarà  terminato. Monsignor Luigi Renna, vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, interviene sullo scandalo a luci rosse scoppiato a Candela, travolta da foto hot attribuite al parroco. Renna ripercorre tutte le fasi del procedimento in corso e fa sapere che “”siamo in dirittura d’arrivo””: a “”brevissimo”” vi sarà  il decreto con cui sarà  conclusa l’indagine interna a carico del giovane sacerdote oggi sospeso.

Ha saputo della condotta anomala del parroco nel giorno della pubblicazione delle foto?

Certo, se lo avessi saputo prima anche in maniera riservata avrei agito come altri vescovi hanno fatto in casi simili con estrema discrezione. Molti dettagli sono usciti allo scoperto perchà© è diventato un caso mediatico. Quando un vescovo riceve una segnalazione documentale ha il dovere di sentire la persona e di fare una investigatio previa. Anche se succede per via mediatica, ma chiaramente tutto ha una risonanza diversa. Nessuno può essere condannato se non viene tutto provato.

C’è chi ha messo in dubbio la veridicità  delle foto

Prima di tutto mi sono accertato della veridicità  delle foto e nel giro di tre giorni il parroco è stato invitato a lasciare la comunità  per tutelare lui e per far sì che la comunità  non vivesse una divisione già  in atto. Dopo alcuni giorni ho raccolto del materiale e poi dopo una settimana ho iniziato l’indagine. Così ho sostituito il sacerdote e ho presentato a Candela il successore.

Come mai passa una settimana da quando inizia lo scandalo a quando parte l’indagine?

Passa una settimana perchà© ho atteso una documentazione scritta e riservata dal sacerdote. Con lui c’è sempre un dialogo, poi abbiamo raccolto altri elementi. Dopo è iniziato il procedimento nel quale arriva la sospensione cautelativa perchà© c’è un procedimento da terminare, ma poi tutto si chiuderà  con un decreto. Al momento non possiamo dare una parola di definitività , l’investigatio previa è ancora in corso.

Che tempi si prevedono per la conclusione dell’indagine interna?

A brevissimo ci esprimeremo. Ma l’entità  della pena non sarà  comunicata all’esterno, perchà© è una sentenza di carattere canonico.

Quindi non si saprà  mai come finirà  questa vicenda?

No. Si desumerà  se la persona non sarà  più presente. Se non sarà  più presente si capirà  che c’è stata una pena, ma non si saprà  quale pena. C’è un diritto alla privacy. In ogni caso, incontrerò la comunità  visto che ci sono state molte interpretazioni, soprattutto quando il sacerdote ha deciso di lasciare la parrocchia.

Quindi ha scelto il parroco di lasciare?

In quel momento gli ho detto io di lasciare, ho suggerito io di lasciare, è stato un accordo reciproco. Volevo che si rendesse conto di quanto successo, ma chiaramente gli ho detto che ‘da domani non metti più piede in quella comunità ‘.

Pare ci siano stati comunque altre celebrazioni aperte al pubblico

Quando si ha una sospensione si può celebrare in una cappella privata, ma non in orari aperti al pubblico. Al massimo con i religiosi di quella cappella, o perfino da soli, ma non davanti ai fedeli. Si è gonfiato molto questo caso della celebrazione, ma adesso il sacerdote vive lontano, in una situazione nella quale è protetto.

Si è parlato molto dei suoi silenzi

Il silenzio rispecchia un canone del diritto canonico. è fatto per tutelare la privacy e la intimità  dell’interessato, visto che si tratta di questioni morali e non penali o civili. E poi possiamo parlare solo quando ci sarà  una sentenza definitiva sul caso.

Che idea si è fatto sul caso Candela?

Foto sulle chat e situazioni di questo tipo possono essere benissimo plausibili, ma quando arrivano agli occhi dei vescovi interveniamo in modo deciso perchè così non si può esercitare il ministero, ma allo stesso tempo diamo opportunità  di recuperare.

è possibile che un sacerdote rientri dopo casi analoghi?

Dipende dalla gravità  della cosa, ma non è consigliabile che ritorni. Se la gravità  è notevole è diverso, si arriva fino alla riduzione allo stato laicale, ma non mi sembra questo il caso. Ma può succede anche, in generale, che si raccomandi di esercitare lontano dai luoghi in cui si è cresciuti. Nel caso specifico però non posso fare ancora valutazioni.

Ha fatto discutere la sua omelia a Candela, a partire dalla concelebrazione con il sacerdote che era finito proprio in quei giorni nell’occhio del ciclone e finendo alla negazione del segno della pace ai fedeli che hanno chiacchierato su facebook. Che segnale si voleva dare?

Ho invitato i fedeli al silenzio, ma non al silenzio omertoso. Si trattava di evidenziare che la comunità  era divisa, tra favorevoli e detrattori. Si accusavano gli uni con gli altri: come fate a scambiarvi la pace, che così può diventare un rito vuoto, se vi accusate tra di voi? Affidatevi al vescovo e trovate la pace, questo ho detto e ho fatto.

Concelebrare la messa col sacerdote ‘incriminato’ non è stato un ulteriore elemento di divisione e di confusione tra – come li ha definiti Lei- i “”favorevoli e i detrattori””?

Ho voluto dare al sacerdote la possibilità  di celebrare l’ultima messa come segno di congedo dalla sua comunità . IL sacerdote si è prestato, ha avuto il coraggio di celebrare senza dire una parola e poi è andato via. Volevo che la comunità  di Candela vedesse che andava via con le sue gambe. Farlo sparire così non mi sembrava giusto.

Quegli scatti hot sono stati un fotomontaggio?

Io non ho mai rilasciato dichiarazioni del genere. Se stiamo procedendo in una certa maniera bisogna fidarsi però. Se è andato avanti un processo una persona potrà  dedurre…

Chiarissimo. il sacerdote si è scusato?

Si è reso conto della gravità  della situazione, vive momenti di sofferenza, sa che la comunità  è traumatizzata. Immaginate cosa prova una persona che per la chiesa ha dato la vita ma può aver commesso degli errori.

In altre diocesi il vescovo ha chiesto scusa per questo tipo di episodi. Farebbe lo stesso?

Sono pronto a chiedere scusa, quando sarà  terminato il processo di accertamento della verità . è giusto che lo faccia a nome mio e del diretto interessato se verranno accertate le contestazioni mosse. Altrove è stato fatto, ma nei tempi giusti dettati dal diritto canonico, e soprattutto alla fine dell’investigatio previa.

Il fenomeno del sexting, degli scambi di foto hot via cellulare, è diffusissimo, anche nella chiesa. Così come orge e omosessualità . Che spiegazione da?

Nei seminari arrivano tanti giovani che sono figli dei nostri tempi ed anche il discorso della castità  e dell’orientamento sessuale seguono le mode e le tendenze conteporanee. Quando arriva alla nostra attenzione però il sacerdote viene subito attenzionato. Ma bisogna essere molto equilibrati nel giudizio dei casi, che sono sempre diversi tra loro.

Molti seminaristi interrompono il percorso e lo riprendono. Molte volte è un campanello d’allarme che segnala inciampi da tenere sotto controllo.

Certo, ma ci possono essere molte ragioni. Se l’inciampo riguarda lo studio o il comportamento si può sempre rimediare, ma se riguarda la questione morale, è impossibile che un seminarista diventi sacerdote. Con tipi di problemi morali nessun vescovo può dare l’ordine sacro.

Del caso Candela si è occupato anche l’escort napoletano Mangiacapra. Che ne pensa?

Non lo conosco personalmente, ma ritengo che la sua funzione finisca nel momento in cui ha fornito delle prove utili.

Si sente di ringraziarlo?

Dico che ha fatto bene ad aiutare la Chiesa a fare chiarezza, ma non mi piace come ha gestito l’aspetto mediatico. Tutti hanno diritto ad un buon nome ed anche io, se fosse nella mia diocesi, rispetterei la sua buona fama se fosse un mio diocesano.

Però non è stato molto tenero: gli ha detto che non segue la vita del Vangelo e che non accetta suoi consigli

Sembrava volesse dettare la linea, i tempi, come se non li conoscessi. Un vescovo conosce il diritto canonico, ma sa anche quando deve applicarlo. Pure io so che è bene chiedere perdono e scusa, ma so quando è il momento. Pure io so che esiste la sospensione, ma so quando è il momento.

Cosa si aspetta alla fine di questa storia?

Che le accuse debbano stemperarsi nella nostra comunità , non ci si riunisce intorno all’uomo ma intorno a Gesù.

CI sono state altre segnalazioni di condotte anomale in questi giorni di caos?

No, esplicite nessuna. Per esplicite intendo chi ci mette la faccia, o chi porta documenti e non segnalazioni anonime.

Cosa vuole dire ai fedeli?

Si deve avere fiducia nella Chiesa, anche in questo momento in cui la Chiesa è invasa da tanti scandali. Ma il momento dell’insabbiamento, come dimostra Papa Francesco e come impone la nostra coscienza, è terminato.

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