Scandalo hot nella diocesi, le decisioni controverse di Renna

Foto hot su chat, nudità  via whatsapp e proposte di natura (omo)sessuale. Sembrerebbe una contemporanea pratica di sexting se non fosse avvenuta all’interno della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. Il sacerdote che si sarebbe macchiato della condotta è stato “”allontanato”” dal vescovo Renna, su cui però gravano tanti interrogativi per la gestione di un caso che ha reso ancora più bollente l’estate 2018.

Tra gli attori principali del caso del sacerdote di Candela c’è Francesco Mangiacapra, escort napoletano e non nuovo a svelare i segreti inconfessabili interni alle curie. Mangiacapra, che si definisce “”severo ma giusto””, come la maggior parte degli abitanti di Candela riceve sul suo smartphone decine di fotografie del sacerdote nudo. E da lì intraprende un pacato ma deciso botta e risposta con il vescovo Renna, il cui atteggiamento è sembrato controverso nel corso dello scandalo hot in curia.
LE FOTO E L’OMELIA CONTRO I FEDELI
Nei primi giorni di agosto i cellulari di Candela impazziscono: a girare su whatsapp sono le foto delle parti intime di un uomo, che in molti identificano in un sacerdote. Fotomontaggio o realtà ? Pare che alla polizia postale comunque non siano mai arrivate denunce per indagare nella direzione del ritocco degli scatti. Il caso inizia a montare. La chiesa è in imbarazzo e Renna arriva a Candela con un’omelia choc: “”Come vi ho annunciato ieri al consiglio pastorale parrocchiale, comunico a tutta la comunità  che per il bene del parroco e per il bene di questa comunità , egli oggi la lascia””. Un generico “”lascia””. Ma poi, come racconta l’escort Mangiacapra, Renna se la prende con la comunità  di Candela colpevole, a suo dire, di “”aver svenduto la sua dignità  e la sua vita sulla piazza”” commentando su Facebook gli scatti hot. Ed ancora Renna stigmatizza non l’accaduto, ma i riverberi social: “”Vi prego di non fare nessun commento sul fatto che il parroco lascia la comunità , nà© di solidarietà , nà© di altro su Facebook; non abbiamo nulla a che fare con i social che hanno dilaniato la carne di Cristo””, racconta Mangiacapra che fa un resoconto dell’anomala omelia del vescovo.
IL SEGNO DELLA PACE NEGATO
E come se non bastasse, come se la comunità  di Candela avesse delle colpe rispetto agli scatti fuoriusciti dalle sagrestie, Renna mette a segno un altro colpo contro i fedeli. Li bastona, secondo Mangiacapra, negando loro il segno di pace e riconciliazione. Ed attacca Mangiacapra, l’escort che sta tenendo sotto scacco la chiesa con i suoi racconti hot. “”Lasciamo tutto nel cuore e nelle mani del vescovo, che non ammette di prendere lezioni nà© da giornalisti nà© da chi ha una vita che diverge da quella del Vangelo””, dice Renna. Mangiacapra replica: “”Indagare, non affossare. Significativa soprattutto la volontà  del vescovo di negare lo scambio del segno della pace, giustificandola asserendo che la pace è stata attentata dal comportamento del paese che ha gridato allo scandalo. Ulteriore espediente per frustrare i fedeli innescando un senso di colpa e distrarre l’attenzione dal fulcro della questione?””
L’ALLONTANAMENTO DEL PARROCO
Prima di ferragosto il parroco di Candela “”lascia””. La destinazione sarebbe Trento, “”in ritiro spirituale dai frati Venturini, che è il luogo più adeguato dove il vescovo dovrebbe spedirlo in ossequio alla propria credibilità  e al proprio mandato pastorale. Ma la Puglia è piccola e sarebbe veramente grave se qualcuno avesse invece già  avvistato un sosia del parroco a Porto Tricase, in vacanza premio nel bellissimo e caldissimo Salento””, aggiunge però Mangiacapra.
CASO NAZIONALE, RENNA SI SVEGLIA
è Ferragosto e la storia del prete di provincia diventa un caso nazionale. è solo allora che il vescovo Renna, con quegli scatti ormai pubblicati sui magazine a tiratura nazionale, decide di prendere posizione ufficialmente dopo aver cercato di mantenere riserbo. Su continua sollecitazione di Mangiacapra, l’escort napoletano, il vescovo ufficializza la sua posizione e quella della sua chiesa avviando azioni contro il sacerdote al centro dello scandalo. Il 17 agosto il parroco di provincia è sotto procedimento canonico, come auspicato invano da Mangiacapra, che in sostanza si è sostituito al vescovo segnando la via (poi battuta, anche se con ritardo).
L’ESCORT GUIDA SPIRITUALE AL POSTO DI RENNA
“”Se i fedeli di una comunità  confidano più in una pu**ana che in un vescovo per potersi riconciliare alla propria fede vilipesa, qualcosa non funziona come dovrebbe””. Lo scrive Mangiacapra sul suo blog per commentare “”l’inspiegabile condotta del vescovo”” . “”Ancora inspiegabile appare la condotta del vescovo nella misura in cui prende dei provvedimenti ibridi: annuncia un procedimento e non ne chiarisce la natura (si tratta di una indagine previa o di una sospensione astratta?), annuncia il nuovo parroco e non gli consente la presa di possesso della chiave del tabernacolo, del confessionale e della sede. Distrazioni che non dovrebbero appartenere alla condotta di un vescovo attento che, proprio in questo momento, dovrebbe manifestare chiarezza alla comunità . Non voglio pensare che queste distrazioni siano dettate da fattori diversi dalla ricerca della verità  e che il mancato riferimento alla natura del provvedimento in capo al parroco e la mancata presa di possesso del tabernacolo da parte del nuovo presbitero possano costituire una falla per destituire il novello parroco alla prima occasione utile.
“”RETROCESSO”” A PRESBITERO SEMPILICE
è il 21 agosto quando il giovane sacerdote della parrocchia di Candela viene “”retrocesso”” a presbitero senza opportunità  di celebrare messa. Mangiacapra analizza: “”Eppure non sembravano essere inizialmente queste le intenzioni di mons. Luigi Renna, quando nell’annunciare l’allontanamento del parroco in maniera sibillina disse: “”Don Michele lascia””, quasi a significare che fosse lo stesso parroco ad allontanarsi in maniera spontanea e provvisoria. Tanto da accomiatarlo addirittura con una concelebrazione in pompa magna””. Dopo quella concelebrazione in pompa magna gli articoli di giornale, il mormorio della gente, l’attacco ai giornali e all’escort, ed infine il cambio di strategia in curia, stando alle ricostruzioni di Mangiacapra.
“”Posizioni ibride, dunque, quelle di mons. Renna, che continua a non esprimersi pubblicamente, diversamente da come aveva fatto qualche mese fa il suo collega mons. Vincenzo Orofino, vescovo della diocesi di Tursi-Lagonegro, esibendosi in delle scuse pubbliche, seguite ai provvedimenti presi a carico dei sacerdoti segnalati dal dossier Mangiacapra””.
IL FUTURO DI RENNA E DEI NUOVI SACERDOTI
Secondo voci di corridoio, mons. Luigi Renna potrebbe presto lasciare al diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano per guidare l’arcidiocesi Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo: un possibile salto di qualità  che, secondo alcuni, spiegherebbe l’attendismo del vescovo sullo scandalo hot. Così si apre una riflessione sulle nuove vocazioni e sul mondo della chiesa. Pare infatti che il cammino spirituale del prete contestato a Candela sia stato interrotto mentre questi frequentava il Pontificio Seminario Regionale “”Pio XI”” di Molfetta, che tra l’altro ai tempi era guidato proprio da Renna. è questo un tassello che – se confermato- dovrebbe fare strada ad una valutazione più rigida dei curricula degli aspiranti sacerdoti in procinto di prendere i voti. Il loro cammino è stato regolare? Se no, per quali ragioni? E se ci sono state battute d’arresto, ieri come oggi, è il caso che pur di tamponare alla meno peggio la crisi di vocazione si introducano nel mondo ecclesiastico figure non al di sopra di ogni sospetto? E se il caso di Candela non fosse l’unico nella diocesi Cerignola-Ascoli Satriano?
Michele Cirulli

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