Revocata l’AIA, SIA ai titoli di coda. Il bluff dei sindaci non ha funzionato

Nessuna proroga dei tempi per adempiere alle prescrizioni dell’ARPA, che in 135 pagine ha valutato tutte le criticità  della discarica; revoca dell’autorizzazione per gestire gli impianti di Forcone Cafiero. I nove sindaci del Consorzio Fg4 avrebbero dovuto fare in 7 giorni ciò che non sono riusciti a fare in 3 anni e la decisione della Regione Puglia è stata una naturale conseguenza rispetto alla clamorosa stasi del Consorzio Fg4, che avrebbe potuto e dovuto cercare di rimettere in piedi la SIA già  negli anni precedenti.

L’iter procedurale di questi giorni è stato da brividi e a tratti indecente, con polizze rabberciate e con aggiunte a penna come si trattasse di scarabocchi, controverse società  innalzate a ruolo di garante e soprattutto una grande verità  sottaciuta: anche con la proroga la SIA si sarebbe schiantata contro un muro. A conferma di questo, infatti, l’appello dei sindaci che hanno candidamente ammesso di non poter nemmeno far fronte alle spese per traportare i soldi a Massafra (figurarsi gestire per altri 2 mesi una società  decotta). Nei prossimi giorni pubblicheremo tutti i documenti che inchiodano i sindaci alle loro responsabilità  , delle quali saranno chiamate a rispondere anche lunedì mattina, a Foggia, quando incontreranno il Prefetto Massimo Mariani ed il presidente della Regione Puglia che ha negato la proroga (e non l’Ager, come sostengono i sindaci).

Non solo non è stato concesso alcun tempo aggiuntivo, ma gli uffici regionali hanno disposto anche la revoca ci ogni autorizzazione a causa – tra le altre cose – della mancata eliminazione del percolato nel V lotto di discarica. Una procedura che i sindaci avrebbero dovuto sistemare sin da 6 mesi fa, per la quale non hanno fatto scientificamente nulla se non impegnare una spesa (nemmeno intera) per iniziare ieri mattina, quando in ballo c’era la revoca delle autorizzazioni.

Si chiude nel peggiore dei modi il capitolo Sia, dove hanno vinto, ad ora, solo mezze verità  e clamorosi bluff. Che continuano ad essere dispensate – ancora – alle spalle dei 300 lavoratori che rimangono in attesa degli stipendi. E i sindaci continuano a bluffare promettendo azioni forti: le stesse che avrebbero potuto intraprendere tre anni. Perchè non lo hanno fatto?
Michele Cirulli

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