Metta bluffa, i sindaci lo puniscono: in SIA via Iungo, torna Vasciaveo

In SIA srl si ritorna alle origini con l’amministratore unico Francesco Vasciaveo, indicato dalla maggioranza dei comuni del consorzio Fg4 ed accettato all’unanimità  dai sindaci. Vasciaveo era stato rimosso dal suo incarico con l’avvenuta elezione di Franco Metta a sindaco della città  di Cerignola (con relativo incarico alla guida del Consorzio) ed era stato additato nel 2015 come il responsabile del tracollo della società  in house che si occupa dello smaltimento e della raccolta dei rifiuti.

A distanza di tre anni e con la sostituzione del terzo amministratore unico in tre anni di gestione Metta (lo stesso Vasciaveo, Centola e Iungo), il dirigente cerignolano torna in sella al management SIA in uno dei momenti più delicati dell’azienda. Dal 10 aprile infatti i 300 dipendenti aspettano di vedersi riconosciuti gli stipendi e questo non è semplice ritardo, ma è un vero e proprio dato strutturale che certifica il cattivo stato di salute della SIA.

Sul piatto vi è la sottoscrizione dei contratti da parte dei comuni per coprire almeno 14 milioni di euro su 18 utili per rimettere a regime l’azienda: i sindaci avrebbero dato assenso alla richiesta, a condizione che il consiglio di amministrazione rassegnasse le dimissioni, che l’ormai ex amministratore Iungo lasciasse l’incarico a Vasciaveo e che la Regione avesse un ruolo predominante e di garanzia in questa fase.

Così anche Metta, messo in minoranza nonostante il 42% di quote detenute da Cerignola nell’assetto societario, ha dovuto ingoiare il rospo riconfermando lo stesso dirigente che aveva defenestrato in avvio di mandato. Con la nuova classe dirigente di SIA si dovranno anche formalizzare i rapporti con ASECO, su cui l’ex primo cittadino Antonio Giannatempo ha richiesto parere all’autorità  anticorruzione per presunte irregolarità  procedurali sull’ordinanza che ad inizio anno il presidente Michele Emiliano ha sottoscritto per tentare di salvare la SIA. Ad oggi gli uffici della società  dei rifiuti non hanno ancora messo a punto quali saranno i rapporti con la società  satellite di Acquedotto Pugliese ed è questo uno degli aspetti più significativi da cui dipenderanno le sorti dell’azienda.

Al di là  della bocciatura degli 8 sindaci sull’operato di Metta e Iungo, edulcorata dalla riconferma dello stesso sindaco di Cerignola a presidente del consorzio (a questo punto come mero esecutore), il tema riguarda principalmente la mancanza di liquidità . Anche se fossero sottoscritti i contratti, come ammesso da Iungo prima di essere sostituito, la SIA non avrebbe soldi per onorare gli impegni. Dunque dovrà  esserci un ulteriore sforzo da parte dei comuni o in queste condizioni si dovrà  iniziare a pensare ad una razionalizzazione e ad una spending review che potrebbe interessare anche il personale. Nel frattempo i riverberi del cambio di postazioni in Sia si riflettono anche sul Comune di Cerignola, dove potrebbe saltare la poltrona dell’assessore all’ambiente Antonio Lionetti, intenzionato a rassegnare le proprie dimissioni.

Michele Cirulli

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