Lavoratori senza stipendi e SIA sommersa da debiti: sciopero della raccolta

Dipendenti senza stipendi da sei giorni, il decreto ingiuntivo da parte della ditta Cisa di Taranto poichà© i comuni non saldano le spettanze per lo smaltimento dei rifiuti, “”totale assenza del rispetto dell’art.65 su salute e sicurezza dei lavoratori””, mezzi obsoleti e fornitori che aspettano di essere pagati e per questo non erogano più i servizi richiesti per proseguire le attività .

Per tali ragioni i dipendenti della SIA srl hanno scioperato per tutto il giorno di ieri fino a quando è arrivata la convocazione in Prefettura, a Foggia, per cercare di sciogliere i nodi e rimettere in moto il carrozzone della raccolta e dello smaltimento nei nove comuni del Bacino Fg4.

Disastroso, tra l’altro, l’aspetto economico di SIA srl. L’impianto di Grottaglie, presso cui il consorzio sversava nel 2016 e parte del 2017, ha inviato le prime fatture per un importo complessivo di oltre 1 milione di euro, per saldare il quale è stato avviato un piano di rientro. Per di più, anche la CISA di Taranto ha ordinato con decreto ingiuntivo il pagamento di 1 milione di euro, a cui vanno aggiunti altri 2 milioni di euro per l’attività  svolta sino ad oggi. In totale, i nove comuni hanno accumulato debiti per 4 milioni di euro con le due società .

E per quanto riguarda la corresponsione del servizio a SIA srl, la situazione non migliora: meno pericolose le debitorie dei comuni di Trinitapoli, San Ferdinando e Orta Nova, mentre Cerignola deve corrispondere ancora 3.5 milioni di euro e a scalare anche i comuni morosi di Margherita di Savoia, Stornara, Stornarella e Ordona rappresentano un rischio per la tenuta di SIA srl.

Anche perchà© i costi per il conferimento in discarica, da quando è stato chiuso definitivamente il V lotto di discarica e con la mancata attivazione e costruzione del VI, sono aumentati in maniera spropositata: ad oggi per conferire a Taranto servono 220 euro a tonnellata, comprensivi di ecotassa, iva, costo di trasporto e smaltimento contro gli 80 euro che servivano per rilasciare immondizia presso Forcone Cafiero.

La situazione sembra esplosiva, anche perchà© dal 10 febbraio i dipendenti – che si sono fermati – aspettano i loro stipendi. Tutto questo mette in agitazione i sindacati e chiama a decisioni drastiche il presidente del consorzio Franco Metta e i sindaci dei comuni ormai in rotta con il consiglio di amministrazione. Da Trinitapoli il sindaco Di Feo si appella alla regione: “” Chiediamo ai cittadini la massima collaborazione per le prossime ore di giusta agitazione delle maestranze Sia, ma è il caso di prendere atto che senza l’intervento ormai improcrastinabile della Regione, la società  di igiene ambientale ha il respiro assai corto. Chiedo che i Prefetti di Foggia e Bat si occupino della faccenda””.

Michele Cirulli

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