Il centrosinistra si sgretola in consiglio e pure per le politiche

Che il congresso cittadino del Partito Democratico abbia lasciato ferite aperte in via Mameli è ormai un dato acquisito, con la nuova maggioranza, legata a Ditommaso-Dalessandro-Giordano che per un pugno di voti ha avuta la meglio sul duo Gentile-Sgarro; ma che questa lotta si stia ripercuotendo anche nell’intera compagine del centrosinistra, dove coesistono anche la lista Emiliano e la lista Sgarro sindaco, è una prospettiva nuova che segna la definitiva crisi dell’opposizione.
Oltre ad una sfilza di comunicati disgiunti, la minoranza si sta caratterizzando per prese di posizione estemporanee e contraddittorie. L’ultima, in ordine di tempo, riguarda la selezione pubblica per 4 funzionari nel settore servizi sociali del Comune di Cerignola, dove il Pd ha proposto la diretta streaming sui colloqui – eventualità  accettata di buon grado anche dal sindaco Metta – e la lista Sgarro sindaco ha proposto il sorteggio delle domande ritenendo la diretta internet uno strumento poco efficace. Per di più, prese di posizione contrastanti si sono registrate anche sulla lottizzazione San Marco, dove il PD di Dalessandro ha votato con astensione e la lista Sgarro sindaco ha opposto voto contrario (Mirra), mentre il suo leader non ha partecipato al voto uscendo dall’aula.
Così come, tra i democratici, non è passato inosservato l’emendamento sulla mensa, che allargava l’esenzione per le fasce più deboli, passata all’unanimità  ma senza alcun tipo di condivisione precedente: il centrosinistra, in quell’occasione, è stato a chiamare a decidere su due piedi una mozione che, nei mesi precedenti, sarebbe stata discussa e valutata unitariamente in sede di pre-consiglio. Mentre il Partito Democratico e le liste parallele vivono un periodo di forte crisi, sullo sfondo ci sono le elezioni politiche, con la cerignolana Gentile chiamata a sfidare al Senato il forzista Sergio Silvestris.
E non è detto, anzi è scontato il contrario, che tutto il partito la appoggi. Ad esprimere dissenso verso la candidatura calata dall’alto è l’area Orlando di Franco Palumbo che ammonisce i vertici piddini sulle “”modalità  e procedure che non fanno parte del nostro bagaglio politico-culturale, che hanno mortificato non solo le minoranze interne, ma soprattutto delegittimato i territori dalle proprie prerogative nell’indicare o quantomeno rappresentare il proprio punto di vista in merito alle scelte che si stavano praticando, creando di fatto una situazione di forte disagio ed imbarazzo nei gruppi dirigenti di base””.
Non è detto nemmeno che il Partito Democratico faccia una campagna porta a porta per Elena Gentile- come invece sta succedendo per Bordo- e anzi il rischio che l’eurodeputata venga “”bucata”” proprio nella sua città  è alto, anche in virtù di una guerra senza quartiere fuori e dentro il partito che il suo gruppo sta facendo all’attuale segreteria e relativo gruppo consiliare. Per di più, Gentile sembra saperlo, visto che il comizio di chiusura non sarebbe stato fissato a Cerignola, ma nella Bat. A Cerignola Gentile farà  un comizio il 25 febbraio, ma dalla segreteria nessuno è ancora invitato a salire sul palco.
Michele Cirulli

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