Il giudice Bonito: “”Oggi la mafia locale è imprenditrice, servono risposte forti””

“”Sono estremamente preoccupato, naturalmente non ho gli strumenti per capire fino in fondo il significato di questi episodi delinquenziali gravissimi, tra l’altro ravvicinatissimi uno dall’altro, ma tutto fa pensare che sia un rigurgito di una attività  estorsiva dei gruppi criminali che in questa città  nono sono mai stati messi realmente all’angolo””.

Il giudice di Cassazione Francesco Bonito, intervenuto per parlare di legalità  con il governatore toscano Enrico Rossi durante la presentazione di “”Liberi e Uguali”” a Cerignola, analizza con “”sconcerto”” gli ultimi casi di intimidazione ai danni di commercianti. Dal periodo natalizio in poi, sono stati circa dieci gli attacchi a panifici, gioiellerie, supermercati, avvocati, ma anche banche o venditori ambulanti. Una deriva criminale che ha chiamato in causa anche le associazioni di cittadini, che intendono protestare pacificamente contro l’illegalità  diffusa.

“”Credo che occorra dare delle risposte forti e in questo penso e credo che anche la municipalità  possa dare una risposta molto forte e importante. è un mio pensiero, che viene da lontano, che non esprimo oggi per mettere in difficoltà  qualcuno. Anzi, sono pronto a collaborare con il sindaco Metta su questi temi, che sono di una difficoltà  di comprensione e di risoluzione enormi””, aggiunge il giudice Bonito.

Nel frattempo la lunga scia criminale lascia il segno. Anche i commercianti, con voci sparse ma non troppo isolate, lamentano un vero e proprio abbandono da parte delle istituzioni, non solo comunali, e c’è chi pensa che la soluzione, prima o poi, potrà  essere solamente quella di abbassare le serrande.

Per scongiurare questo, osserva Bonito, “”la normativa vigente mette all’apice proprio l’iniziativa dei comuni e ovviamente con i comuni devono lavorare in maniera molto stretta e stringente anche le forze dell’ordine e quindi le autorità  deputate a garantire la sicurezza dei cittadini. Questo nella nostra città  non sempre è accaduto””.

Lo spettro dei turbolenti anni ’90, con l’oppressione delle estorsioni e l’insicurezza dilagante è dietro l’angolo? “”Non saprei dirlo, ma è bene tenere sempre altissima la guardia””. Anche perchà© oggi la criminalità  cerignolana ha cambiato volto. O meglio, veste. E non è più solamente droga, spaccio e rapine, ma pare avere indossato il colletto bianco. Su questa considerazione il nuovo vescovo don Giacomo Cirulli era stato molto chiaro: “”La criminalità  ha cambiato interessi e pensa anche al mattone””.
Sulla stessa scia anche Bonito: “”E’ una ricostruzione nitidamente valida ed esatta e la condivido pienamente””. “”Sono cambiati i modi di affermazione della criminalità . A Cerignola sta avvenendo quello che sta avvenendo in tutta Italia: la mafia non si presenta più con i fatti di grande clamore, se non quando insorge la necessità  dell’autofinanziamento, come le estorsioni – spiega il giudice -. Una volta che viene acquisito il capitale criminale, il capitale va investito. Oggi le mafie sono imprenditrici””.

Michele Cirulli

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