Interdittiva antimafia per villa, Libera: “”Segno di attenzione importante””

“”Il provvedimento della Prefettura si pone in continuità  con il lavoro incessante che lo Stato sta facendo sul territorio. è un segno di attenzione importante. Come Presidio continuiamo a tenere alta l’attenzione sul nostro territorio ponendoci sempre al fianco e a supporto delle Istituzioni per creare percorsi sinergici di responsabilità  e impegno””.

C’è solo la presa di posizione di Gaetano Panunzio, referente del circolo cittadino di Libera – nomi e numeri contro le mafie, alla notizia dell’applicazione, da parte della Prefettura, dell’ informazione antimafia interdittiva alla società  che dal 2015 gestisce i servizi relativi alla villa comunale di Cerignola. Escluso il Partito Democratico, che attraverso i suoi consiglieri comunali ha reso nota la misura predisposta da Foggia, si registra una lunga serie di silenzi, di mancate risposte, di uffici stampa che spariscono nel nulla.
Dietro il no comment si è trincerato il sindaco di Cerignola Franco Metta, che attraverso la sua pagina istituzionale nell’ordine ha discettato di “”Notte bianca””, si è complimentato con l’assessorato all’ambiente, ha dato notizia di un premio e di alcuni rifacimenti del manto stradale. La notizia delle possibili infiltrazioni mafiose nel bando villa non ha segnato nemmeno il vice sindaco Rino Pezzano, il presidente del consiglio Leonardo Paparella e il capogruppo di Forza Italia Paolo Vitullo, tutti in significativo silenzio rispetto al tema legalità . Per scorgere la stessa accortezza, tra l’altro, basta andare indietro nelle cronache, ai tempi della condanna a 2 anni per peculato ai danni del consigliere comunale cicognino Michele Monterisi.
Le ultime parole del primo cittadino Metta, rispetto alla revoca dell’appalto villa, sono state pronunciate il 4 novembre scorso, all’indomani dell’improvviso rogo che ha colpito il bar del parco comunale, ossia il punto forte di quel bando pensato e fortemente voluto ad inizio mandato dall’amministrazione civiche. Poi, quando la Prefettura gli ha intimato la revoca a causa dell’informazione interdittiva antimafia, Metta attraverso i social, il 9 novembre, ha laconicamente parlato di “”esperienza pessima””, senza entrare nel merito della misura prefettizia, e ha tracciato la strada per il futuro del cuore verde di Cerignola: “”Ordinare in via provvisoria la gestione ad interim, disporre una nuova gara per l’affidamento. Dobbiamo di gran lunga migliorare””.
A rompere il muro del silenzio è solamente l’associazione Libera – nomi e numeri contro le mafie che ha parlato di “”segno di attenzione importante”” da parte della Prefettura di Foggia, che il sei novembre scorso ha ordinato all’amministrazione comunale guidata da Franco Metta di revocare la delibera con la quale nel 2015 aveva affidato la gestione della villa, verde pubblico, parco giochi, bagni e punto ristoro ad una cooperativa del posto.

Michele Cirulli

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