“”Il maestro”” di Francesco Carofiglio all’ITET Dante Alighieri

In un tempo in cui continuano ad essere bistrattati e inascoltati, gli insegnanti riescono a escogitare mezzi per risvegliare l’immaginazione e aprire la mente dei propri studenti, come hanno fatto le due professoresse dell’Istituto Tecnico Commerciale Dante Alighieri di Cerignola, Lucia Nigro e Maria Rosaria Mari, promotrici dell’evento andato in scena lo scorso venerdì 20 ottobre, al centro del quale il mattatore della serata è stato Francesco Carofiglio.

Poliedrico artista, diviso fra teatro, scrittura e architettura, e fratello degno del magistrato e romanziere anch’egli Gianrico Carofiglio, il cortese autore pugliese non ha trattenuto una grande soddisfazione e sincera commozione una volta trovatosi di fronte ad un pubblico composto principalmente dagli studenti dei corsi serali, tornati sui banchi di scuola per propria scelta, senza alcuna costrizione.

L’opera sulla quale si è avvitata la discussione è stata Il maestro, edito da Piemme, letteralmente saccheggiato al termine della serata da acquirenti entusiasti del calore umano profuso da Francesco Carofiglio nel corso della giornata. Al centro della narrazione, un anziano e celeberrimo attore, Corrado Lazzari, giunto al capolinea di una lunga vita gloriosa, e una giovane studentessa di teatro, Alessandra, alla quale il protagonista espone il bilancio di una carriera, consacrata all’interpretazione di ruoli shakespeariani. Incalzato da una nostra domanda, Carofiglio lascia trasparire il suo grande amore per l’artista inglese elisabettiano. “”Io credo che la figura di Amleto sia quella in cui lui si riconosca di più. In fondo i personaggi hanno vita autonoma, e quella è la figura in cui lui riesce a specchiarsi meglio””.

Nel libro domina il tema della trasmissione del sapere e dei valori fra generazioni, nel quale l’autore crede enormemente e di cui ci spiega i motivi. “”Direi che è fondamentale che ci sia un dialogo fra le generazioni. Questo è un tipo di incontro fortuito, ed io credo che i grandi incontri avvengano nel momento in cui ci sia un incidente di percorso, sia per il vecchio attore sia per la ragazza””.

Teatro come luogo di sogni e vita alternativa, ma anche terreno di professionisti alle prese con i problemi arrecati da una politica locale non sempre pronta a valorizzarne le potenzialità , secondo l’opinione del navigato animale di palcoscenico e convinto aderente alle grandi idee della nobile politica quale è Francesco Carofiglio : “”Credo che ci siano alcune giovani compagnie molto valide, delle belle realtà  in circolazione. E’ probabile che si debba dare ad esse strumenti e spazi per crescere ulteriormente. In questo caso la scelta politica diventa una scelta culturale””.

Francesco Carofiglio non lesina consigli di vita basati sulla sua esperienza personale rivolti al suo uditorio, con il quale instaura immediatamente un rapporto paritetico e confidenziale, stimolato anche dalla presenza in esso di giovani amanti dell’arte drammatica. “”Ci sono tante cose che potrei dire, ma vorrei essere ascoltato. Vi posso dire la mia esperienza, perchà© non in grado dire come funziona il mondo. Gli insegnamenti che arrivano dall’ambito familiare sono insegnamenti che inevitabilmente sono mescolati con la percezione legata all’affetto. Non sempre si va d’accordo con i genitori, ma c’è un legame affettivo molto forte. Io sono stato molto fortunato, perchà© mi è stata donata un’affezione intelligente, consapevole della necessità  che io me la sbrigassi da solo””-

Pienamente conscio del successo dell’evento è anche il dirigente scolastico Salvatore Mininno, che ha chiesto al suo famoso ospite di tornare nel futuro prossimo per gli studenti curricolari. Promessa alla quale Francesco Carofiglio accondiscende prontamente e con soddisfazione.

Enrico Frasca

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