Mamme, casalinghe, ex elettori. Se la base si rivolta a Metta

Il comitato di cittadini che protesta contro l’amministrazione, chiedendo le dimissioni del sindaco Franco Metta, non retrocede. Anche nell’ultimo consiglio comunale oltre 300 persone hanno manifestato contrarietà  alla coalizione del Cambiamento nella solita riunione blindata da polizia, carabinieri e guardia di finanza.

“”Io, come tanti altri, ho seguito, ho votato e ho fatto votare Metta. Ma oggi siamo delusi, soprattutto dal suo comportamento. è un sindaco che non vuole parlare con la gente, insulta, non mostra rispetto per i cittadini””, dice Maria Sciscio, la mamma coraggio che attraverso i social ha organizzato la “”rivolta delle casalinghe”” che dal 22 giugno presidia pacificamente i consigli comunali al motto di “”dimissioni, dimissioni””.
Quel gruppo, nato nei giorni del sequestro del depuratore cittadino e nato dal disagio creato dai cattivi odori da esso provenienti, si è trasformato in un vero e proprio movimento di opinione, ingrossando le sue fila.
Tanto che non sono mancati i soliti insulti da parte del primo cittadino: “”Contro di noi si è attivata una macchina del fango- commenta Giovanna Strafezza, insegnante-. Ci chiamano nullafacenti, facinorosi, scalmanate, insulse. Il nostro è un gruppo eterogeneo, apolitico, anche se all’amministrazione fa comodo accomunarci a questo o a quel movimento o partito””. L’idillio tra Metta e la pancia dell’elettorato sembra essere svanito, perchà© mentre i cittadini si riversano in piazza numerosi, la sua maggioranza perde colpi e numeri con crisi di governo che si protraggono da un anno.

“”Ciò che più infastidisce di questa amministrazione è la strafottenza – spiega Francesca Antonacci, tra le casalinghe in rivolta- perchà© non è accettabile che un sindaco sostenga che non ci siano cattivi odori quando tutti i cittadini protestano. Un assessore ci ha pubblicamente definiti “”capre””. La leggerezza sui temi ambientali è tanta””. Anche nell’ultimo consiglio comunale c’è stata un’interruzione dei lavori, perchà© i manifestanti hanno a lungo protestato.
Il sit in è nato quando, a giugno scorso, Rosa Lorusso, cerignolana trapiantata ad Imperia, attraverso i social network ha pensato ad un flash mob per accendere i riflettori sulle questioni ambientali: “”Ero tornata a Cerignola per qualche giorno. Aria irrespirabile, la gola ha iniziato a pizzicare. Ho proposto di mettere degli striscioni sui balconi. Ultimamente nella mia città  si stanno vedendo cose che fino ad oggi non erano nemmeno pensabili, il degrado peggiora””. Al gruppo di cittadini si potrebbe unire anche il comitato Commercianti Centro di Cerignola, gli scontenti della ZTl, per una mobilitazione generale. Metta sostiene che i suoi supporters siano pronti a sfilare in suo favore: “”Che lo facciano, vediamo quanti ne sono””, è la sfida delle casalinghe.

Michele Cirulli

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