Il vescovo Renna sul caso Stuppiello: “”L’invito è a girar pagina””

Dopo l’inchiesta sulla fine del processo penale e civile a carico di Matteo Stuppiello, intentato dalla Chiesa 9 anni fa, ed i relativi pezzi pubblicati su Marchiodoc.it, il vescovo della Diocesi Cerignola-Ascoli Satriano, Luigi Renna, interviene auspicando di “”girar pagina”” e “”guardare le cose in modo diverso””. Di seguito la lettera del vescovo a Marchiodoc.it.

CASO STUPPIELLO: 9 ANNI IN TRIBUNALE (DA INNOCENTE)
ORA LA CHIESA CHIEDA PUBBLICAMENTE SCUSA AL PROFESSORE

Negli ultimi giorni sono apparsi su “”marchiodoc”” due articoli che annunciano la riapertura del Museo etnografico di Matteo Stuppiello e la conclusione della lite giudiziaria, tramite libera transazione, tra la Curia e il detto professore.

Io stesso, in sintonia con il prof. Stuppiello, ho voluto che si giungesse a tale forma di conclusione della questione, dopo aver constatato che c’era già  una estinzione di alcuni reati per prescrizione e per altri sentenza di “”non luogo a procedere””. Nel processo civile, alcuni beni sono stati riconosciuti non di proprietà  della Diocesi, per altri si sarebbe proseguito nel giudizio civile a valutarne l’attribuzione.

Dopo aver visionato il materiale della “”collezione Stuppiello””, ho constatato che, molti di quelli oggetti provengono da chiese, cappelle, sagrestie, e sono state date senza autorizzazione del Vescovo in un momento storico in cui alcuni sacerdoti e suore non avevano molta cura nel conservare e restaurare. La via giudiziaria che ha portato alla transazione, animata da buon senso, vuole essere la parola “”fine”” su una questione in cui i “”feriti”” non si contano. Le suppellettili restituiti a Matteo Stuppiello, la restituzione alla Curia di alcuni oggetti del Santuario, sono già  i segni della riconciliazione tutta cristiana, che passa attraverso la via giudiziaria conclusa.

Io invito a “”girar pagina””, a guardare le cose in modo diverso. Anche sulla questione della cripta del Duomo vorrei che tutti quanti fossimo più sereni: la cripta è lì, con la sua bellezza, e non ha certo sminuito il valore della nostra Cattedrale, anzi! Non so se si sarebbe potuta seguire una strada diversa nel realizzarla, ma io – e non solo – non posso che apprezzare un lavoro portato avanti con gusto e arte. Forse fra molti anni la si potrà  guardare con riconoscenza chi l’ha fatta realizzare. Ma perchà© aspettare il futuro quando i gesti di riconciliazione, di stima, di umiltà  di fronte all’operato dell’altro sono quelli che rendono visibile la nostra esistenza? A partire da quell’ “”Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati””, può iniziare una nuova storia, per tutti e per ciascuno!
† Luigi Renna
Vescovo

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