“”Cirillo ha rischiato di essere ucciso””: cos’è successo “”Al Vecchio Casello””

«Ha rischiato di essere ucciso Pasquale Cirillo» il ristoratore rimasto ferito lunedì scorso da uno dei colpo di pistola esplosi contro di lui. Lo rimarca il suo legale, l’avvocato Giuseppe Perrone in una lunga lettera alla «Gazzetta» ritorna sulla sparatoria successa “”Al Vecchio Casello”” la scorsa settimana. Per il ferimento del ristoratore il giorno dopo si è costituito un altro cerignolano.

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«Pasquale Cirillo è la vittima di questa vicenda: ha 46 anni, è titolare dell’auto -parco con annesso ristorante e un piccolo albergo denominato “”Al vecchio castello”” situato sulla  strada che collega Cerignola a Manfredonia. Cirillo» scrive il legale «ha una persona di fiducia nell’azienda, estranea alla vicenda. E’ successo che il nipote di questa persona di fiducia» (si tratta dell’indagato) «in più occasioni ha raggiunto l’autoparco chiedendo allo zio soldi. Nelle ultime due occasioni questa persona aveva creato trambusto, per cui Pasquale Cirillo lo aveva invitato ad andar via e non tornare più dallo zio per evitare di infastidire la clientela».

La storia – stando alla ricostruzione dell’avv. Perrone – «si è ripetuta lunedì 13 marzo quando Cirillo ha invitato l’uomo ad andar via, il che è avvenuto. Ma dopo venti minuti l’indagato è tornato a bordo della propria auto “”Toyota”” ed ha cominciato a sparare contro Cirillo che in quel momento era nello spiazzo: il mio assistito peraltro stava andando via con l’auto perchè da poco informato del decesso del proprio genitore. Sono stati numerosi i colpi esplosi contro Cirillo che si è abbassato, e solo questa manovra» sostiene il legale «ha evitato d’essere colpito in zone vitali: un proiettile solo l’ha raggiunto alla spalla, fuoriuscendo ad un centimetro dalla carotide. Cirillo ha cercato riparo in uno spiazzo posteriore, ma ha visto i figli in pericolo ed ha gridato loro di allontanarsi». «Tutte queste sequenze» aggiunge l’avv. Perrone «sono state filmate dalle telecamere dell’autoparco; per quanto poi emerso dai rilievi eseguiti dai carabinieri, i vari proiettili sono stati esplosi ad altezza d’uomo. Sono state colpite anche tre auto in sosta: una “”Fiat Cubo”” dello stesso Cirillo, una “”Ford C-Max”” di un dipendente e una “”Renault “”Scenic”” di un cliente». Il legale del ristoratore rimarca come Cirillo abbia rischiato di morire ammazzato. «Cirillo fu subito soccorso e ricoverato inizialmente all’ospedale “”Tatarella””, per essere subito dopo trasferito agli ospedali Riuniti di Foggia e operato d’urgenza; la prognosi è di due mesi».
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