Franco Metta minaccia le dimissioni e abbandona Palazzo di Città : ore decisive

Ore di trepidazione in maggioranza: Franco Metta ha comunicato ai suoi di volersi dimettere. E se sulle prime battute quello sfogo è sembrato uno dei tanti, con le urla che hanno inondato palazzo di città , nei giorni successivi il mantra delle dimissioni è diventato martellante. Tanto che il sindaco in Comune manca da due giorni e queste sono ore decisive, nelle quali dovrà  comunicare il passo indietro o la conferma di quanto più volte dichiarato.

Ma andiamo con ordine. Mercoledì mattina Metta ha incontrato tutti i dirigenti e nel corso della riunione ha espresso i propri dubbi sulla lentezza della macchina burocratica. Ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perchà© ha abbandonato il summit urlando. In più riprese, successivamente, in aggiunta avrebbe confidato ai suoi collaboratori di essere anche stanco delle richieste dei suoi, della maretta interna e dello sgretolamento della sua maggioranza. Non che questa abbia problemi di tenuta quando c’è da votare, ma nella quotidianità  dell’amministrazione ormai i rapporti sono compromessi, in molti si guardano in cagnesco e quella gioiosa macchina da guerra che era la Cicogna è diventata il luogo del sospetto e del tradimento.

Così il sindaco ha minacciato in più occasioni e a quasi tutti gli uomini del gruppo di voler gettare la spugna. Certo, quest’ultimo è stato un mese ad alto rischio. A partire dal crollo nelle provinciali, praticamente già  in tasca ma rovinosamente perse all’ultimo minuto per colpa di due- tre franchi tiratori, nel gergo cicognino ribattezzati “”traditori””. Inoltre vi sono stati i controlli della Procura e dei carabinieri su alcuni bandi (mensa in primis), con la richiesta di acquisizione di documentazione (tra cui verbali di consiglio comunale e capitolato d’appalto) per fare luce su quanto disposto, tra le altre cose, dalla dirigente al ramo Maria Dettori. Ancora, come se non bastasse, il rimpasto di giunta, che ha portato all’estromissione al vetriolo di Pia Zamparese e ai risentimenti per alcune deleghe rifiutate, come per Antonio Bonavita, il cui “”no grazie”” ha portato ad una accesissima battaglia interna alla Cicogna piena zeppa di accuse e urla.

In queste ore i telefoni dei cicognini sono roventi: “”Che fa Franco?””. Da due giorni, ossia da quando ha lasciato in maniera polemica Palazzo di Città , non mette piede a Palazzo. Potrebbe dire basta dopo un anno e mezzo di mandato?

Difficile ipotizzarlo, considerando la tempra del primo cittadino, a meno che non vi siano ragioni più solide ed indipendenti dalla sua volontà . Che sia una mossa forte per ricompattare il gruppo spaventando gli inesperti consiglieri? Molto più probabile. Anche perchà©, dal giorno in cui eventualmente rassegnerà  le dimissioni, avrà  a disposizione ulteriori 20 giorni per ritrattarle o confermarle. E non è da escludere che il gruppo si riunisca subito intorno a lui ponendo fine alle aspirazioni e ai complotti che, a dire del primo cittadino, finiscono per gravare sulla sua attività  in maniera prepotente. Fatto sta che in queste ore i cicognini sono col fiato sospeso. Cosa farà  Metta? Si metterà  di nuovo al lavoro avendo smaltito la rabbia dei giorni scorsi o terrà  fede alla sua parola?
Michele Cirulli

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