Mons. Renna: “”Preoccupato per Cerignola, solleciterò iniziative forti””

Non ci sono ancora notizie certe sullo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni, certo dispiace che vengano fuori, ma fino a quando non ci sarà  nulla di definitivo preferisco non commentare. Mi preoccupa sicuramente ciò che sta succedendo nella città  e sono contento del fatto che il senatore Lucio Tarquinio, al quale scriverò, ne ha fatto un’interpellanza parlamentare.

 

Il vescovo Luigi Renna esce nuovamente allo scoperto. Gli assalti ai blindati, le sparatorie in pieno centro, le rapine sui pullman, gli attacchi ai treni non hanno lasciato indifferente la Curia che, da subito, è intervenuta per cercare di trovare una base comune di dialogo in un momento di silenzio istituzionale, mentre tutto intorno “ anche sui media nazionali- si sviluppava il dibattito sullo stato parallelo rappresentato da Cerignola. Ma l’occasione serve anche a tracciare un primo bilancio della nuova Chiesa in uscita. Le ultime nomine hanno definitivamente dato il via alla Chiesa di Renna, che da oggi cammina sulle proprie gambe. E la prima novità  è che si tratta di una chiesa interventista non nella politica, come nel passato, ma nei fatti della città .

Il problema della criminalità  non possiamo risolverlo da soli. Servono interventi che si sviluppino in due direzioni: da una parte l’educazione alla legalità , che richiede tempo; dall’altra la pressione, che ha effetti immediati, che metta fine alla insicurezza. Sono preoccupato “ sostiene Renna- anche per l’immagine che si ripercuote sulla coscienza del cittadino, che sente di appartenere ad una comunità  bollata perdendo di autostima. Il vescovo, però, non si accoda alle polemiche nate intorno ai giornalisti perchè in questi casi si attinge dai dati presenti nella realtà  e diffusi dalle forze dell’ordine. Più che altro, mentre in tutta Italia Cerignola è diventata l’università  del crimine, la riflessione “ almeno nelle battute iniziali- non ha sfiorato le istituzioni cittadine.

Penso che loro abbiamo riflettuto sul silenzio e si siano accorti dell’importanza della parola. Apprezzo chi è intervenuto facendo il proprio dovere di amministratore, aggiunge il vescovo.

Al dibattito manca ancora una sola voce: quella del sindaco di Cerignola, Franco Metta: Sono rispettoso delle parole e del silenzio istituzionale per cui non mi pronuncio. Una figura istituzionale può avere ragioni che un’altra istituzione, magari come la Chiesa, non può conoscere e giudicare. Io però faccio il dovere e quello che è giusto: incoraggio le forze dell’ordine, scriverò a Tarquinio per la sua iniziativa, riconosco che le forze dell’ordine stanno facendo un lavoro ammirevole e al di sopra delle loro forze, commenta Renna.

Tra notizie di cronaca nera e rumors da palazzo di città , il clima sembra essere rovente: E’ stato un brutto clima quando c’è stato silenzio intorno ai fatti di criminalità . Se fosse continuato ci saremmo ritrovati di fronte ad un deserto, ma mi fa piacere che le istituzioni abbiano parlato, perchè è un modo di sentire comune un disagio. Solleciterò anche iniziative più forti, se necessario “ continua il vescovo- perchè c’è bisogno di sentire un problema nello stesso modo. Il silenzio non aiuta.

La settimana appena trascorsa ha mostrato Cerignola come un anti-Stato. Criminalità  dilagante, poliziotti arrestati, scene da Far West e violenza dilagante. è in questa realtà  che Renna fonda la sua chiesa dopo anni di lotte interne alla curia. Dalle postazioni e poltrone si è passati ai mandati. In occasione del Giubileo della Misericordia Renna ha dato mandato alle parrocchie di operare con una Caritas parrocchiale rinnovata e formata; alla diocesi ha dato mandato di sentire come vostro il Centro di accoglienza a Tre Titoli; ai laici la missione più ardua: Estirpiamo la violenza e la corruzione, la rassegnazione, ovunque operiamo.

La chiesa non è del vescovo, ma è di Gesù. Sono portato a credere nel bene che ognuno di noi porta con sè. Gli anni di divisioni interne? Credo ci si sia ritrovati in un clima che non permesso a tutti di dare il meglio di sè. C’è stato un clima di sospetto, di risentimenti, di coinvolgimento nella politica che non ha aiutato. Oggi le persone che formano la Chiesa sono le stesse di ieri, magari con una prospettiva nuova che mira alla valorizzazione di ciascuno, riflette Renna.

I frutti di questo lavoro si raccoglieranno tra qualche anno, nel frattempo proseguiamo con il nostro lavoro. Abbiamo fondato un giornale diocesano, per educare al linguaggio, stiamo organizzando dei convegni e guardiamo con attenzione ai più poveri e agli emarginati, spiega il vescovo. Tutto questo con laici e religiosi, moltissimi che si sono risvegliati grazie a Papa Francesco, che da parte sua ha acceso nuovamente l’attenzione sul sociale. L’ultima iniziativa è avvenuta in piazza Duomo, col Giubileo degli agricoltori, dove si è parlato “ tra le altre cose- di caporalato e legalità . Presente anche Confagricoltura, ma assente il presidente provinciale (e cerignolano) Onofrio Giuliano, con il quale c’era stata una querelle a distanza proprio sulla legge anti-caporalato. Ho parlato con il referente locale di Confagricoltura, spiegandogli che contro l’associazione di categoria non c’è pregiudizio, anzi. Sono d’accordo- premette Renna- sul fatto che la legge potrà  essere migliorata, rivista, ma non si poteva continuare a girarsi dall’altra parte rispetto alla schiavitù alla quale sono ridotte migliaia di persone. Qualcosa andava fatta e subito, poi si avrà  modo e tempo per migliorare. La stessa logica che sta animando il dibattito referendario sulla riforma costituzionale. Cosa voterà  Luigi Renna?

Il voto del vescovo è segreto  (sorride, ndr), ma invito tutti ad andare a votare.
Michele Cirulli
 

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