La guerra nel Consorzio e l’implosione di SIA: dipendenti alla finestra

Sarà  un incontro chiave, per il Consorzio di Igiene Ambientale FG4, quello del 15 giugno. I sindaci dei 9 comuni saranno chiamati a decidere le sorti di SIA srl, la società  in house che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a Cerignola, nei 5 Reali Siti e a Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia.

 
In ballo ci sono 300 dipendenti, ma anche l’esaurimento del V lotto della discarica situata in contrada Forcone Cafiero e la nuova destinazione da dare ai rifiuti dei centri del CIA. Nel mezzo una situazione debitoria, come già  anticipato su queste colonne, di oltre 2.5 milioni di euro, che se non sarà  appianata porterà  irrimediabilmente al fallimento della società .
L’ultimo verbale della riunione dei sindaci parla chiaro: dal 10 giugno la ditta non avrà  più soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti (i sindacati, tra l’altro, nonostante il clima di forte agitazione, continuano a rimanere silenti e non se ne capisce il motivo). Resta da capire come recuperare le somme: il presidente del consorzio di Bacino, Franco Metta, punta alla rimodulazione dei contratti di servizio, ossia adeguare gli importi a quanto effettivamente svolto in ambito di raccolta, trasporto e conferimento in discarica; i comuni, Stornara in primis con Rocco Calamita, rimandano la palla a Cerignola, proponendo di recuperare le cifre iniziando ad esigere i debiti che alcuni comuni hanno nei confronti di SIA (la città  di Franco Metta deve circa 5 milioni di euro).
è stata proprio la strada tracciata dal sindaco civico cerignolano ad aprire un dissidio con i comuni della BAT, che ormai sistematicamente rifiutano di sedersi al tavolo fino a prospettare l’uscita definitiva dal consorzio. Francesco Di Feo, riconfermato alla guida di Trinitapoli, non ha usato mezzi termini e solo qualche settimana fa spiegava così: Paghiamo 1.4 milioni di euro a SIA e vogliono altri 800 mila euro, non si sa in base a che cosa. Stando così le cose, noi usciamo. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Margherita di Savoia, Paolo Marrano, e di San Ferdinando di Puglia, Michele Lamacchia.
Molto critico, quindi, anche Calamita (che non ha mai espresso la volontà  di lasciare SIA) che ha chiesto e ottenuto il riconteggio dei costi dell’incremento sui contratti di servizio. Stornara ha saldato i propri debiti versando 222mila euro riferito al 2015;  Ordona ha immesso nelle casse 129 mila euro per il primo trimestre 2016. Gli altri comuni, Cerignola in primis, restano in alto mare. è proprio Rocco Lisi “ defenestrato da membro del cda a febbraio e rientrato come Presidente del Collegio dei sindaci- a chiarire che ci si dovrà  muovere su due direttrici: recupero crediti e riadeguando i contratti. Il 10 giugno “ ha detto il presidente del Cda Giuseppe Devenuto- Sia non avrà  i soldi a sufficienza per pagare gli stipendi ai dipendenti con tutte le conseguenze che è possibile immaginare.
Per Rocco Lisi l’azienda è andata in deflow e senza adeguamento dei contratti non si potrà  avere parere positivo al bilancio. Il tappo di Sia srl è appena saltato, ed è proprio per questo che il presidente del consorzio, Franco Metta, ha più volte invocato l’aiuto del Prefetto di Foggia, Maria Tirone, per risolvere le questioni interne legate ai rapporti con i suoi colleghi: La firma dei contratti dovrà  avvenire subito nche perchè si dovrà  affrontare la questioni legate ai comuni della BAT, ha detto e nel caso di mancata firma dell’atto integrativo da parte di tutti i comuni del consorzio, il presidente è già  autorizzato a chiedere un incontro con i prefetti territorialmente competenti (Foggia e BAT) ai fini dell’adozione da parte dell’autorità  di governo dei consequenziali provvedimenti. L’aria nel Consorzio è tesa, perchè è proprio il Presidente, in qualità  di sindaco di Cerignola, perpetuando una situazione pregressa, a vantare il maggior numero di debiti nei confronti dell’azienda.
La minaccia del ricorso al Prefetto non ha spaventato i sindaci del Consorzio, che hanno ottenuto la verifica dei costi spostando l’incontro al 15 giugno. Data entro la quale dovrebbe anche esaurirsi il V lotto, ma magicamente, da circa un anno, le previsioni di vita dell’impianto (atti alla mano) aumentano ad una settimana dalla paventata chiusura. Per Metta si dovranno trascorrere due anni di lacrime e sangue. Nel frattempo i sindaci dovranno iniziare a temere, come per Orta Nova, la protesta dei cittadini per rialzi della TARI. Nella città  di Dino Tarantino si è arrivati anche ad un aumento del 100%. Si prevede un autunno caldo, anche perchè lo spettro dell’operazione AMIU Puglia inizia a prendere corpo per gestire un’emergenza che è di sistema, prima che strettamente locale.
Michele Cirulli
 

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