Così Elena è diventata euro-epurata dal Tatarella

Una volta era il regno di Elena Gentile, dove nemmeno una foglia, dicevano i maligni, poteva muoversi senza che lei ne fosse a conoscenza. Oggi l’ospedale Tatarella di Cerignola, per l’eurodeputata Elena Gentile, rappresenta solo il luogo in cui, per anni, ha svolto l’attività  di pediatra.

 
Quel potere, quell’influenza, quell’orticello chiamato sanità  le è sfuggito di mano, complice il combinato disposto dell’elezione a Bruxelles, che l’ha allontanata dai fatti di casa sua, e dell’insediamento a Bari del nuovo governatore Michele Emiliano, che ha dato all’organizzazione del comparto una nuova forma. Come se non bastasse, la deputata europea perde l’ultimo tassello nell’ospedale Tatarella: Rocco Dalessandro, suo storico collaboratore, collega e spalla politica all’interno del Partito Democratico di Cerignola, di cui è stato presidente nelle fasi più critiche del potere gentiliano.
Sembra trascorso un secolo da quando Elena Gentile, nella sanità , è riuscita a fare il bello ed il cattivo tempo: nel 2012 alla direzione generale della Asl di Foggia, col suo fondamentale placet, arriva Attilio Manfrini, anello di congiunzione tra la sanità  pubblica, privata e la politica. Era il 2012 e con l’altro cerignolano Pippo Liscio, Gentile riusciva ad avere un passepartout in tutta la sanità  foggiana, facendola diventare un ricco serbatoio di voti che poi, in maniera indiretta, è stato utilizzato anche da Pippo Liscio nella scalata a via Capruzzi del 2015. Con l’esplosione dell’inchiesta sulla sanità  barese condita dalle sortite dell’imprenditore Gianpi Tarantini finisce nei guai l’ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino, che da quel momento sarebbe diventata semplicemente Lady Asl.              Spiegando il manuale Cencelli applicato ai fatti della sanità , l’indagata raccontò ai pm la spartizione dei posti: Su Bari Tedesco, Minervini (all’epoca assessore al personale, oggi ai Trasporti, Pd) e Loizzo (all’epoca ai Trasporti, Pd), per Lecce Frisullo (ex Ds, già  vicepresidente del Consiglio regionale, arrestato nell’inchiesta Tarantini, ndr), per Taranto Pelillo (Pd), per Brindisi Saponaro, per Foggia l’assessore Gentile (Pd). Anche l’onorevole Grassi, parlamentare della Margherita (Gero Grassi, deputato Pd) interloquiva per le nomine.
Dichiarazioni pesanti, che “ va detto- non hanno poi portato ad alcun successivo filone di inchiesta, ma che hanno raccontato le dinamiche interne. Di lì a breve, infatti, Gentile “ che fino ad allora aveva delega alle politiche sociali e al welfare, diventò assessore alla sanità  della Regione Puglia, voluta direttamente da Nichi Vendola, più che dai suoi compagni di partito.
Forte del suo potere nelle corsie degli ospedali pugliesi, iniziò anche una battaglia politica interna al PD a suon di voti, di primarie e primari, molti dei quali a lei vicini, non solo nel Tatarella di Cerignola.  A Cerignola circolava una battuta:ˆQuando il PD vota nei congressi, negli ospedali non rimane più nessuno. Ironia, certo, ed esagerazione, ma anche un sintomo di quanto appeal l’eudeputata avesse sul comparto sanitario. Così con il nuovo corso di Emiliano qualcosa è iniziata a cambiare: non più le logiche cencelliane che portarono alla nomina di Manfrini, ma dinamiche tecniche che hanno confermato Piazzolla alla guida della Asl FG a conferma dell’equidistanza dalla politica. E soprattutto dai politici. E poi, in fretta e furia, a nemmeno un anno dall’insediamento ufficiale, Piazzolla ha scelto un nuovo direttore sanitario all’interno del Tatarella, distruggendo, nei fatti, l’ultima roccaforte gentiliana nel comparto. Elena da eurodeputata e euroepurata.
Michele Cirulli
 

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