Gulistan Ahmadzai, il “”terrorista”” invisibile che nessuno ha visto

Nelle intercettazioni Gulistan Ahmadzai parla con i suoi amici degli attentati dell’ISIS a Parigi e a Bruxelles e, rispondendo a chi reputava gli attacchi un freno al business della tratta illegale di immigrati, rispondeva deciso: Quello che fanno loro, lascia stare! Cosa te ne frega a te! Lascia che muoiano tra di loro!.

 
Ventinovenne di origine afghana e residente a Borgo Libertà , Gulistan Ahmadzai è stato arrestato insieme a 4 persone con l’accusa di terrorismo internazionale e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La prima accusa è decaduta nel giro di 24 ore, mentre la seconda rimane ancora oggi intatta.
Quando è stata diffusa la notizia dei terroristi a Borgo Libertࠝ sono stati grandi l’interesse e la curiosità  intorno ad un fenomeno tanto cruento quanto inusuale nella città  ofantina.   Ma di Gulistan, a Cerignola e nella borgata ubicata a 20 km dal centro urbano, pare non esserci alcuna traccia.     Non abbiamo notizie, nè tanto meno abbiamo mai conosciuto Gulistan Ahmadzai. Tra l’altro- racconta Stefano Campese di Avvocati di Strada- non abbiamo mai incontrato persone di origine afghana nemmeno nel vicino ghetto di Tre Titoli.
La baraccopoli, chiamata dai residenti House Ghana, accoglie circa 500 persone e lavoratori stagionali in casolari fatiscenti, senza servizi, senza luce o gas. La maggior parte di loro viene dal Ghana, appunto, o da Burkina Faso, Tunisia e Sudan. Una vera e propria comunità  autorganizzata lontana dagli occhi indiscreti, dove anche la morte violenta può passare sotto silenzio. Ma di presenze afghane, nel corso degli ultimi due anni, non c’è stata traccia.  Più probabile, invece, secondo le ricostruzioni dell’associazione umanitaria, che Gulistan sia semplicemente passato da quei luoghi, dove ne ha formalmente registrato la dimora. Il presunto terrorista è arrivato in Italia a settembre 2011 sfruttando la misura della protezione umanitaria.
Questa formula si applica a coloro i quali non sono riconosciuti come rifugiati, perchè non sussiste il rischio di una persecuzione politica individuale. La protezione umanitaria è in linea di massima la misura generica per chi, tornando nel suo paese d’origine, potrebbe essere in pericolo di vita a causa di guerre o violazioni dei diritti umani, spiega l’avvocato Campese. Di Gulistan a Tre Titoli non si troverebbe riscontro. Ieri mattina, uno degli altri arrestati subito rilasciati, Hakim Nasiri, ha fatto sapere di averlo conosciuto presso il CARA di Bari Palese, il centro di accoglienza che serve ad ospitare i richiedenti asilo in attesa dell’esito della procedura di richiesta della protezione internazionale.
Nessun terrorista nella provincia di Foggia o, quanto meno, a Borgo Libertà ? Ne sembra convinto don Michele Denittis, da due anni parroco della comunità  della borgata. Da noi non ci sono musulmani, tranne il custode di una cooperativa, che però non ha origini afghane e tra l’altro è una persona assolutamente lontana da questo tipo di vicende. Ho parlato a lungo con le 20 famiglie residenti a Borgo Libertà – rivela il giovane sacerdote- ma tutti sono certi che Gulistan Ahmadzai non sia mai stato residente del posto. Mi viene da pensare che probabilmente sia passato da Borgo Tre Titoli, ma in realtà  qui non si è mai visto o non si è mai sentito di una nuovo ospite afghano, peraltro presunto terrorista. Tutti i cittadini sono rimasti sorpresi, perchè alcuni genitori di Cerignola li hanno subito allertati. Ma qui la vita procede tranquillamente come sempre.
Mentre uno degli arrestati, Hakim Nasiri, è stato rilasciato su richiesta del GIP, per Gulistan rimane intatta l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed invece è decaduta l’accusa di terrorismo internazionale: non ci sarebbe alcuna cellula jihadista a Bari in procinto di organizzare attentati.     A dirlo è il gip del tribunale di Bari Francesco Agnino: L’attività  di indagine – spiega il gip – ha evidenziato al più l’appartenenza al mondo dell’integralismo islamico, mentre non è provata la aspirazione e disponibilità , in procinto di attuazione, a dare concreto contributo al terrorismo di matrice islamica””.     “”è totalmente assente – continua – l’espressione di reiterate manifestazioni di disponibilità  a partire per fare Jihad ovvero la ricerca di un contatto operativo che consentisse di tradurre in pratica i propositi di morte””. Secondo i pm le immagini scoperte sui telefonini degli indagati- raffiguranti interni dell’aeroporto di Bari e dell’Ipercoop- avrebbero avuto uno stampo terroristico.    
Michele Cirulli
 

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