Calice su Metta: “”Metodi fascisti, ecco cosa è successo dopo il mio accesso agli atti””

“”Il sindaco non deve pensare di sottomettere l’imprenditoria alla volontà  politica, è una strada sbagliata. Gli imprenditori devono essere valutati per quello che fanno, soprattutto in questo difficile momento di crisi, ed invece ci troviamo a fare una corsa ad ostacoli””.

 
“”Soprattutto nei miei confronti, perchè ho disobbedito facendo domanda di accesso agli atti per un provvedimento sulla ex cabina elettrica. Metta deve fare il sindaco, amministra cittadini e non sudditi. Il suo è un metodo fascista.
L’affondo, duro, è del costruttore Donato Calice ed il teatro di scontro, questa volta, dopo via Alassio e Albergo Moderno, è il progetto di riqualificazione edilizia ed urbanistica di via Torino, dove fino al 2009 era presente lo stabilimento dell’ASIA, la società  che “ prima di fallire- si occupava della raccolta rifiuti per conto del comune di Cerignola. Su quei suoli la Calice Immobiliare vince una gara con una offerta di 900 mila euro rispetto agli iniziali 1,8 milioni, con una ulteriore contropartita di circa 400 mila euro riveniente dalla donazione al comune di 8 appartamenti da 45mq da destinare a edilizia sociale residenziale. In totale, l’investimento a favore dell’ente pubblico è di quasi 1.3 milioni di euro ma non si tratta di edilizia privata libera, ma convenzionata, ossia faremo in modo che quegli alloggi siano dedicati a fasce particolari di utenza, premette Calice. L’aggiudicazione definitiva è avvenuta solamente a ad ottobre 2014, poi dopo il pallino è stato nelle mani delle due amministrazioni Giannatempo-Metta che, in continuità , sono diventate protagoniste delle storie di ordinaria burocrazia.
Tanto che è servita una diffida ad adempiere nei confronti dell’amministrazione, pena la messa in mora e la richiesta di risarcimento danni. Così venerdì scorso, dopo vari tentennamenti, gli 8 alloggi di edilizia sociale residenziale, sollecitati dal costruttore, arrivano in giunta. Con una postilla social del sindaco che sovverte “ carte alla mano- la ricostruzione burocratica del caso Via Torino: Abbiamo approvato il progetto per la costruzione di otto alloggi di edilizia popolare da destinare al Comune di Cerignola e da realizzare in via Torino. Fanno parte del corrispettivo dovuto dalla società  che si aggiudicò l’Area dei capannoni ex Asia. Se li aggiudicò ma finora non li ha ancora pagati. Vendereste mai un vostro bene rimanendo silenziosi e quieti 4 anni in attesa dei soldi?. Donato Calice non ci sta e precisa: Il 4 giugno 2013 la Calice Immobiliare ha presentato manifestazione d’interesse insieme alla L&S. il 28 febbraio 2014 c’è la prima valutazione della commissione sui progetti, con successiva gara ufficiosa tra le due ditta per apportare variazioni migliorative; l’aggiudicazione definitiva avviene il 17 ottobre del 2014, ben prima dei quattro anni prospettati da Metta.
E non è tutto, perchè il 19 gennaio 2015 il gruppo acquirente comunica che gli immobili sono privi di accatastamento; il 9 aprile la Calice Immobiliare chiede la bonifica dei locali ASIA, ancora invasa da residui di rifiuti. Alla richiesta non giunge alcuna risposta da parte dell’ente pubblico, mentre la sanificazione del plesso arriva solo a fine anno 2015. Nel frattempo si scopre anche che il comune non risulta proprietario degli immobili nei registri immobiliari, e quindi la stipula degli atti viene procrastinata ancora in attesa che l’ufficio tecnico risolva gli adempimenti legali.
A frapporsi tra l’amministrazione comunale e il privato sono due fattori: La presenza di una cabina dell’Enel, che deve essere tolta; e la presenza di due famiglie che praticamente vivono abusivamente in via Torino, precisa Donato Calice. La risoluzione di queste due problematiche a carico del comune rappresenta la condicio sine qua non per la stipula degli atti. Quel terreno deve essere completamente libero, spiega il costruttore, prima di intraprendere ogni tipo di lavoro. Ma non sono bastate due amministrazioni per risolvere quei due intoppi. Ancora oggi, con il passaggio all’amministrazione del Cambiamento, i lavori sono fermi: Dall’aggiudicazione a ora sono passati 1 anno e mezzo e non 4. Ho sollecitato più volte l’intervento del Comune per l’espletamento della gara sugli otto alloggi: addirittura ho dovuto diffidare l’amministrazione per far sbloccare le delibere. Se non verranno fatti tutti i passaggi da parte dell’ufficio tecnico, io che ci posso fare?, aggiunge il titolare di Calice Immobiliare. Che nelle prossime settimane metterà  mano ai progetti esecutivi, ma aspetta che Metta&Co risolvano i due intoppi più volte segnalati. Ci sono da sgomberare due famiglie e asportare una cabina dell’Enel.
Prima di parlare a vanvera, il sindaco dovrebbe informarsi. Dovrebbe avere un atteggiamento più corretto. Da quando ho osato richiedere accesso agli atti per un provvedimento varato dalla sua amministrazione, sul quale non intendo recedere e anzi lo porterò a discussione in ogni sede, sono considerato un nemico. Non voglio favori da nessuno “ dice Calice- ma esigo che ciò che legittimamente spetta ai cittadini dev’essere dato. Il sindaco ribadisce che la politica e la dirigenza viaggiano su piani diversi, ma dimentica che la politica deve vigilare sugli atti. Se non improntati ai principi di trasparenza e legalità , a risponderne non sarà  soltanto il dirigente.
Michele Cirulli
 

0 0 votes
Article Rating
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
error: Marchiodoc.it ®
0
Commenta questo articolox
()
x