Accelerata per Black Land: il GIP rigetta le istanze delle difesa

C’è un calendario fitto di udienze: nell’ultimo mese ce ne sono state tre per recuperare il tempo perso per i cavilli burocratici e scongiurare il pericolo della prescrizione dei reati. Il filone foggiano dell’inchiesta Black Land, sullo sversamento illecito di rifiuti tra Puglia e Campania, si rimette in carreggiata e il giudice Elisa Centore prova a dare un’accelerata rigettando le istanze presentate dagli avvocati della difesa.

 

Stamattina, infatti, il GIP ha rigettato le istanze dei legali degli imputati riguardo la competenza territoriale, la nullità   del decreto di giudizio immediato non prevista per le ipotesi contravvenzionali,  la nullità  del Decreto di Giudizio immediato poichè emesso ben oltre tutti i limiti massimi, la nullità  della notifica del Decreto di giudizio immediato poichè notificato (ad alcuni imputati) senza l’allegata richiesta del PM e una questione connessa ad un conflitto di interessi relativo alla rappresentanza legale in giudizio  delle persone giuridiche imputate. Accogliendo solo una delle deduzioni della difesa, il processo sarebbe ritornato al punto di partenza, innescando quasi naturalmente la prescrizione. Il giudice ha invece negato la fodantezza di tutte le richieste e ha fissato la prossima udienza al 15 aprile, quando renderà  note quali prove e quanti testimoni saranno ammessi al dibattimento.

Il filone foggiano è importante perchè in esso sono finiti gli imprenditori che hanno partecipato, secondo l’accusa, al sistema criminoso. Nel filone barese, che è già  arrivato a sentenza di primo grado, invece sono inseriti coloro i quali materialmente hanno reso efficace in maniera concreta il trasporto e lo sversamento dei rifiuti campani in Capitanata. A Bari le cose procedono direttamente, perchè il 13 aprile ci sarà  sentenza di secondo grado (in primo grado 10 condanne).
 
 
 
 

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